OCIEFFE: comunicato stampa 18.11.2017

NOTA STAMPA OCF
Roma, 18 novembre 2017. L’OCF indice per il 16 febbraio prossimo la “giornata della dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocarura e della salvaguardia delle tutele: parliamone prima”
Equo compenso; contributo e convenzione con il CNF; valutazioni sull’impatto delle recenti riforme sulla condizione dell’Avvocatura e sulle iniziative da intraprendere; ampliamento dei temi congressuali. Su questo ha deliberato l’Assemblea dell’Organismo Congressuale Forense riunita a Roma, ieri e oggi.
In particolare la delibera approvata in materia di equo compenso stabilisce che, di concerto con il CNF, si avvii un’azione politica per rivedere l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta e per far sì che, inoltre, il relativo termine di decadenza decorra dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula.
Relativamente all’erogazione del contributo che il CNF dovrebbe versare all’OCF, l’Assemblea ha deliberato di chiedere al Consiglio di pronunciarsi formalmente entro la fine di novembre sulla sua volontà di considerare le spese del Congresso e quelle di OCF come funzionali alla realizzazione delle sue competenze istituzionali. In caso contrario e al fine di superare il clima di incertezza relativo al tema che ad oggi ha impedito all’OCF, a un anno dalla sua formale costituzione, di espletare pienamente le proprie funzioni, l’Ufficio di Coordinamento ha avuto mandato di chiedere la convocazione di una immediata sessione ulteriore del Congresso per rendere chiare le regole che riguardano l’erogazione del contributo.
È stato deliberato inoltre, nella due giorni romana, di ampliare i temi del prossimo Congresso in programma a Catania a ottobre 2018 includendone alcuni oparticolarmente sentiti dall’Avvocatura tra cui la difesa della “giurisdizione e del ruolo dell’avvocato nel processo” e il rispetto e piena attuazione dell’art. 5 della Costituzione per contrastare le tendenze di accentramento in materia di geografia giudiziaria.
Indetta, infine, per il 16 febbraio prossimo “la giornata della dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocatura e della salvaguardia delle tutele: parliamone prima” che si terrà presso i Consigli degli Ordini distrettuali per manifestare a salvaguardia della professione forense quale strumento di composizione delle distorsioni sociali e del mercato; per la irrinuciabilità della tutela giudiziaria dei diritti; per l’autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura e il diritto alla giusta remunerazione della prestazione professionale.
Grande apprezzamento è stato espresso dai presidenti degli Ordini per l’invito di OCF a un confronto che si è auspicato continui nel tempo e sia costante e frequente nell’interesse dell’Avvocatura, nella convinzione che solo da un sano confronto possa nascere una azione efficace e ampiamente condivisa a tutela della professione forense.

OCIEFFE: delibera 17.11.2017 su contributo e convenzione CNF

OCIEFFE

L’Assemblea dell’OCF, riunita nella seduta del 17.11.2017 in Roma,

Sul secondo punto all’o.d.g. relativo a:

2) Relazione su contributo e convenzione con CNF – (Segretario);

Considerato che il Congresso Forense e l’Organismo Congressuale che ne attua i deliberati sono organi essenziali del governo dell’Avvocatura in quanto previsti dalla disciplina primaria di cui all’art. 39 legge n. 247/2012;

Vista la propria deliberazione in data odierna con cui è stato approvato il bilancio preventivo dell’Organismo per l’anno 2018;

Visto l’art. 7, 1° co., dello Statuto Congressuale Forense che, in tema della dotazione finanziaria dell’OCF, prescrive che: “I costi per l’organizzazione e la celebrazione del Congresso, al netto dei ricavi, e quelli per il funzionamento di OCF sono sostenuti dal Consiglio Nazionale Forense che li apposta nel proprio bilancio, tenendo contabilità e rendicontazioni separate, e li eroga all’OCF entro i trenta giorni successivi all’approvazione dei bilanci di cui al successivo comma 4”;

Considerato che il Consiglio Nazionale Forense sull’applicabilità di tale norma, in ragione di contrari pareri emessi dal proprio Collegio dei Revisori dei Conti, ha formulato dubbi in merito alla possibilità di includere il contributo di OCF (e, de relato, le spese di organizzazione e funzionamento del Congresso) nella quota obbligatoria di cui all’art. 35 legge n. 247/2012;

Considerato che, in ragione di tali dubbi, la norma statutaria sopra richiamata è rimasta inattuata per l’anno 2017, per il quale il CNF non ha incluso le spese di funzionamento di OCF nel contributo obbligatorio di cui sopra ed ha risolto la questione della dotazione finanziaria dell’Organismo attraverso l’apertura nel proprio bilancio di una “partita di giro” alimentata da meri contributi volontari da parte dei COA;

Vista la propria deliberazione del 10.06.2017 con cui ha invitato il CNF ad assumere i deliberati di propria competenza in merito all’attuazione della disciplina statutaria in oggetto;

Visto il parere emesso dai consulenti congiuntamente nominati, Prof. Avv. Alfonso Celotto e Dott. Davide Di Russo;

Considerato che, in conformità al parere reso dai consulenti come sopra, l’Ufficio di Coordinamento dell’OCF in data 23.10.2017 ha immediatamente trasmesso al CNF una bozza di convenzione atta a regolare l’appostamento, la riscossione e l’erogazione del contributo, anche in relazione alle anticipazioni necessarie al fine di superare le asimmetrie temporali che l’attuale disciplina innesca;

Preso atto che a tutt’oggi il Consiglio Nazionale Forense non ha adottato alcuna determinazione in merito alla saliente disciplina dello Statuto Congressuale, né in linea generale in tema di attuabilità del meccanismo previsto dall’art. 7 dello Statuto né in particolare con riferimento alle problematiche inerenti alle asimmetrie temporali che derivano dall’inclusione del contributo in una posta delle “partite di giro”;

Atteso che una formale presa di posizione è comunque necessaria in via di assoluta urgenza, in ogni caso e anche laddove il CNF non dovesse ritenere di aderire alle conclusioni rese nel parere di cui sopra e non considerasse le spese di organizzazione e celebrazione del Congresso e quelle di funzionamento dell’OCF come funzionali alla realizzazione delle proprie competenze istituzionali, ciò al fine di permettere l’attivazione di eventuali rimedi alternativi, ivi inclusa la convocazione di una sessione ulteriore del Congresso così da risolvere diversamente le insorte problematiche e da permettere comunque all’Organismo di svolgere la propria insopprimibile funzione;

Rileva

che il parere reso dai consulenti congiuntamente nominati ha confermato la legittimità della disciplina statutaria, previo un suo corretto inquadramento nella gerarchia delle fonti, ribadendo che le somme per il funzionamento dell’OCF (e, de relato, quelle per l’organizzazione e la celebrazione del Congresso) possono legittimamente essere inserite, sia pure in poste evidenziata in modo distinto ai fini contabili, nella quota obbligatoria;

che ciò è possibile in quanto il CNF “[…] è senz’altro dotato, nella propria autonomia e discrezionalità, della possibilità di ritenere, con apposita delibera in coerenza con le proprie linee programmatiche – che il Congresso Nazionale Forense e/o l’OCF sono funzionali alla realizzazione delle competenze come indicate dall’art. 35 della legge n. 247/2012; e quindi di considerare le relative spese come una sezione delle spese di gestione di cui all’art. 35, co.2”;

che tale prospettazione trova piena giustificazione nei rapporti tra CNF e Congresso/OCF come regolati dall’art. 39 legge n. 247/2012 e che, infine, su tali premesse il parere conclude nel senso che “[…] appare senz’altro conseguente oltre che legittimo che il CNF identifichi tra le proprie linee strategiche obiettivi perseguibili per il tramite dell’OCF e, quindi, di riflesso, venga a considerare le spese di funzionamento dell’OCF come incluse, a pieno titolo, tra le spese per la propria gestione”;

Che il rapporto di collegamento funzionale tra il sistema di rappresentanza politica dato da Congresso/OCF e quello di rappresentanza istituzionale dato dal CNF non può essere inteso in termini di strumentalità del primo rispetto al secondo, ma va assunto quale rapporto di collegamento funzionale generale, anche in relazione al fatto che il CNF, stanti le funzioni di autodichia e regolamentari demandategli dall’Ordinamento Forense, non può svolgere quelle funzioni di rappresentanza politica che lo stesso Ordinamento Forense demanda invece agli indirizzi del Congresso ed all’attuazione da parte dell’Organismo che lo rappresenta, nei termini della medesima autonomia e discrezionalità;

Che tale collegamento funzionale trova invece adeguata e corretta composizione attraverso il canone posto all’Organismo, dall’art. 6, 2° co., lett. c) dello Statuto, del concerto istituzionale con il CNF (oltre che con la Cassa Forense), concerto al quale l’OCF si è attenuto ed intende attenersi “[…] nel rispetto delle prerogative delle funzioni di rappresentanza istituzionale a livello nazionale di cui all’art. 35 della legge professionale”, in regime di reciprocità e di reciproco rispetto;

Che, premesso che le relative somme vanno appostate in contabilità separata nelle spese per conto terzi in partita di giro, ad analoghe conclusioni il collegio di consulenti è pervenuto riguardo alla possibilità che il CNF, sempre previa assunzione di conforme delibera, stipuli con l’OCF una convenzione atta a disciplinare e consentire l’erogazione di anticipazioni al fine di evitare il blocco dell’attività dell’OCF, che deriverebbe ineluttabilmente dalle asimmetrie temporali che il meccanismo statutario innesca;

Che l’Organismo Congressuale Forense, a distanza di oltre un anno dall’approvazione dello Statuto Congressuale e dalla sua stessa costituzione, essendo tutt’ora totalmente privo di risorse economiche certe in termini di competenza, non può assumere alcun impegno economico, non ha sede né personale né mezzi ed ha assicurato la propria attività solo grazie all’anticipazione delle spese da parte dei suoi componenti;

Che, in aggiunta a quanto sopra, la situazione di empasse che si è venuta a determinare in assenza di alcuna determinazione da parte del CNF in merito a tale problematica pone a rischio anche la corretta articolazione del meccanismo di organizzazione e celebrazione del XXXIV Congresso Nazionale Forense, le cui spese soggiacciono alla medesima disciplina;

Delibera

Di esprimere profondo rammarico per la situazione che si è venuta a determinare.

Di richiedere al CNF di esprimersi in termini di assoluta priorità ed urgenza e con formale deliberazione in merito alla volontà di considerare le spese di organizzazione e celebrazione del Congresso e quelle per il funzionamento dell’OCF come necessarie alla realizzazione delle sue competenze istituzionali da includere, come tali, a pieno titolo tra le spese per la sua gestione in partita di giro, così da poter provvedere alla pronta erogazione delle risorse.

Di richiedere, altresì, al CNF, in caso di valutazione positiva di quanto richiesto al punto 2) della presente deliberazione, di approvare con la medesima delibera la bozza di convenzione atta a regolare, in partita di giro, il meccanismo statutario di appostamento, riscossione ed erogazione del contributo.

Per il caso in cui tale deliberazione non intervenga entro il corrente mese di novembre, dà mandato all’Ufficio di Coordinamento di richiedere la convocazione di una immediata sessione ulteriore del Congresso affinché provveda alle conseguenti urgenti deliberazioni di sua competenza.

Ribadisce in ogni caso la propria volontà, statutariamente sancita, di attenersi in modo prioritario al canone del concerto istituzionale.

Il Segretario                                         Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico           Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: delibera 17.11.2017 su equo compenso

OCIEFFE

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. N. 4.A. RELATIVO A 4.A. “AGGIORNAMENTO UFFICIO DI COORDINAMENTO SU DDL EQUO COMPENSO
(RELATORE IL COORDINATORE)

– Visto il testo della disciplina del cd. “equo compenso” come inserito all’art. 19-bis del Decreto
Fiscale 2018;

– Vista, in tema, la persistente vigenza della delibera assunta dal XXXII Congresso Nazionale Forense (mozione politica nr. 9 – Venezia), che poneva precisi indirizzi in materia di compenso delle prestazioni forensi;

CONSIDERATO

  • Che l’introduzione di una disciplina volta a riconoscere all’Avvocato un compenso “sostanzialmente equo” costituisce un presupposto fondamentale ed irrinunciabile al fine di garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura e, con essa, la qualità dell’attività forense;
  • Che, con l’emendamento con cui la disciplina è stata infine inserita nel decreto fiscale, è stato accolto l’invito ad estendere la portata di applicabilità dell’istituto ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni;
  • Che restano ancora irrisolte le problematiche in merito alla eccessivamente ampia negoziabilità delle clausole vessatorie ed al decorso del termine decadenziale collegato alla stipula della convenzione anziché alla cessazione della stessa;
  • Che la disciplina così come formulata in concreto anziché tutelare l’Avvocatura contraddice il principio generale e rende legittima la posizione dominante dei committenti forti;

CONDIVIDE

il principio, affermato in linea generale con il Decreto Fiscale 2018 in corso di approvazione, circa il fatto che l’attività forense debba avere una remunerazione “equa” ed esprime apprezzamento per il pur parziale recepimento delle richieste dell’Organismo in merito alla estensione dell’ambitonapplicativo della disciplina ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni

RITIENE NECESSARIO

che, di concerto con il Consiglio Nazionale Forense, si avvii comunque senza indugio una concreta azione politica, volta a rivedere le norme che oggi prevedono l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta ed inderogabilità, e facciano decorrere il termine decadenziale dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula, ciò al fine rendere l’applicazione del principio più efficace e conforme alla sua stessa enunciazione.

Il Segretario                                            Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico              Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: delibera del 18.11.2017 con proclamazione dello stato di agitazione

OCIEFFE

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. RELATIVO A:
5) VALUTAZIONI SULL’IMPATTO DELLE RECENTI RIFORME SULLA CONDIZIONE DELL’AVVOCATURA ED INIZIATIVE DA INTRAPRENDERE (RELATORE IL SEGRETARIO)

UDITA la relazione del Componente Segretario Avv. Giovanni Malinconico, con riferimento alle modifiche normative intervenute in corso di anno in merito alla disciplina professionale ed alla nuova regolamentazione dei riti, sia civili che penali

DOPO AMPIO DIBATTITO

– CONSIDERATO che è invalsa da parte del legislatore la tendenza a dare prevalenza a riti “sommari” che mortificano il ruolo sociale della difesa delle parti e delle tutele, beni rispetto ai quali l’Avvocatura svolge un ruolo primario e costituzionalmente garantito;
– CONSIDERATO ancora che, in tale linea involutiva dell’ordinamento, il legislatore ha altresì dato corso in diverse materie alla concentrazione in pochi uffici giudiziari di grandi dimensioni della
competenza a trattare affari di rilevante impatto sociale in merito agli ambiti territoriali di riferimento, come ad esempio in materia fallimentare e di diritto di famiglia, tendenza che costituisce un significativo ed ingiustificato aggravio per le esigenze dei cittadini, con grave incisione delle aspettative di tutela dei diritti, in particolare con riferimento ai ceti più deboli e disagiati;
– RILEVATO che l’Avvocatura italiana vive un momento di rilevante disagio economico e che la sua indipendenza ed autonomia sono state gravemente incise dalla disciplina che, pur conservando il rilievo costituzionale e sociale del diritto di difesa e pur imponendo agli Avvocati significativi e condivisibili obblighi in tema di qualificazione professionale e di condotta, ha abolito l’obbligatorietà di minimi tariffari atti a garantire la qualità della prestazione professionale, abolizione che peraltro contrasta con il diverso e più favorevole orientamento espresso dalle istituzioni comunitarie;
– RILEVATO ancora che l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura sono state messe ulteriormente a rischio dalla formulazione dell’art. 4-bis della legge n. 247/2012 come introdotto dall’art. 141 della legge n. 124/2017 (cd. “legge concorrenza”) che disciplina la possibilità che alle società professionali che svolgono attività forense possano partecipare soci di
mero capitale, in percentuale e con modalità che non offrono garanzie in merito all’autonomia nello svolgimento della difesa giudiziale ed alla parità delle parti nel processo;
– TENUTO CONTO a tal riguardo che l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura sono per di più messe a rischio anche nella materia penale dalla disciplina che, consentendo l’ascolto dei colloqui tra avvocati ed assistiti, lede il rapporto di segretezza delle conversazioni tra difensore
ed imputati, la parità delle parti nel processo e il diritto di difesa costituzionalmente garantito, e considerato che le riforme in itinere in materia non risolvono il grave problema denunciato
dall’Avvocatura;
– PRESO ATTO che, ad ulteriore mortificazione della dignità dell’Avvocatura, sono stati imposti agli Avvocati oneri, quali la dotazione di sistemi di pagamento a mezzo POS, che determinano
costi che vanno a gravare in modo del tutto ingiustificato su una condizione generale di gravissimo disagio del ceto forense;
– RILEVATO che l’autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura costituiscono valori irrinunciabili della civiltà giuridica del nostro paese, come per di più sanciti nella Costituzione, e che le riforme recentemente assunte e quelle in itinere , unite alle gravi inefficienze che affliggono ormai
da decenni il sistema giudiziario italiano, costituiscono un grave arretramento delle tutele in particolare per i ceti meno abbienti;
– CONSIDERATO, infine, che riguardo alle problematiche sopra esposte, l’Organismo Congressuale
Forense intende attuare e dare massimo risalto ai salienti deliberati Congressuali, in
adempimento al proprio mandato statutario;
DELIBERA
1) Di proclamare lo stato di agitazione dell’Avvocatura;
2) Di dare mandato all’Ufficio di Coordinamento al fine dell’indizione per il giorno 16.02.2018 di una manifestazione nazionale intitolata “GIORNATA DELLA DIGNITÀ E DELL’ORGOGLIO
DELL’AVVOCATURA E DELLA SALVAGUARDIA DELLE TUTELE – PARLIAMONE PRIMA”, da tenersi
in assemblee, aperte alla cittadinanza, organizzate presso i COA Distrettuali, con la partecipazione di tutte le componenti istituzionali ed associative dell’Avvocatura e con la partecipazione dei rispettivi componenti dell’OCF e Delegati Congressuali;
3) Di invitare formalmente a tali assemblee i Dirigenti degli Uffici Giudiziari ed i rappresentanti dell’ANM di riferimento, i parlamentari nazionali e regionali e gli esponenti politici dei territori di riferimento, nonché i rappresenti dei ceti imprenditoriali, dei lavoratori e dei consumatori, al fine di informare la comunità nazionale delle implicazioni dello stato di cose sopra denunciato e rivendicare i seguenti irrinunciabili valori
a- la salvaguardia della professione forense quale strumento di composizione delle distorsioni sociali e del mercato;
b- la irrinunciabilità della tutela giudiziaria dei diritti, anche con la conservazione della giustizia di prossimità;
c- l’;autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura
d- il diritto ad una “giusta” remunerazione della prestazione professionale
4) Di dare mandato all’Ufficio di Coordinamento di procedere alla proclamazione per lo stesso giorno 16.02.2018 di una giornata di astensione, da tenersi in conformità al codice di autoregolamentazione, al fine di permettere la più ampia partecipazione degli iscritti alla manifestazione;
5) Di dare mandato all’Ufficio di Coordinamento affinché dia attuazione al presente deliberato e di tenere costantemente aggiornati i componenti, con gli ordinari mezzi telematici, degli esiti delle attività di concertazione e di organizzazione;
6) Di costituire il Comitato Organizzatore della manifestazione con la partecipazione dei Componenti Avv.ti Bevilacqua , Callegaro, Di Tosto, Stefanì, Tedeschi e Vaglio, che, d’intesa con i Gruppi di Lavoro, elabori le proposte progettuali da sottoporre all’Assemblea e portare ai contenuti della manifestazione.
7) Di dare infine mandato all’Ufficio di Coordinamento al fine delle comunicazioni di rito in merito all’astensione da proclamarsi come sopra.
Il Segretario                                  Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico    Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: delibera del 18.11.2017 con richiesta di inserimento di nuovi temi per il congresso

OCIEFFE

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. N. 6.

RELATIVO A “6) XXXIV CONGRESSO NAZIONALE FORENSE: RICHIESTA AL COMITATO ORGANIZZATORE DI INSERIMENTO DI NUOVI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO (COORDINATORE)”

CONSIDERATO

– che appare necessario convocare quanto prima il Comitato organizzatore del XXXIV Congresso Nazionale Forense per fissare i punti all’odg dello stesso;
– che al riguardo sono stati già individuati temi sui quali sono stati altresì costituiti presso il Consiglio Nazionale Forense tavoli di lavoro composti con la partecipazione anche quali dell’Organismo tramite i suoi Componenti;

RITIENE OPPORTUNO E NECESSARIO

che il prossimo Congresso tratti, oltre a quelli già ipotizzati, i seguenti argomenti:
1) Difesa della “giurisdizione e del ruolo dell’avvocato nel processo”;
2) Rispetto e piena attuazione dell’art. 5 della Costituzione in relazione alle tendenze di accentramento in materia di geografia giudiziaria;
3) Disciplina con norma di rango primario del rapporto tra titolare dello studio e avvocato in regime di mono-committenza;
4) intervento normativo riguardo alle società di capitali tra avvocati, per rimuovere gli ostacoli civilistici, fiscali e previdenziali ed adeguarle ai principi di tutela dell’indipendenza dell’Avvocatura;
5) Richieste di modifiche alla legge n. 247 del 31.12.2012;
6) Separazione delle carriere tra Magistratura Requirente e Magistratura Giudicante quale attuazione dell’art. 111 Cost.;
7) Eventuale adeguamento dello Statuto Congressuale;;

IMPEGNA

l’Ufficio di Coordinamento, anche mediante la costituzione di gruppi di lavoro in concerto con le istituzioni e le associazioni forensi a predisporre delle proposte di deliberati da sottoporre ai Delegati Congressuali

Il Segretario                                          Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico            Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: assemblea 17 – 18 novembre 2017

Comunicato OCF

Equo compenso; contributo e convenzione con il CNF; valutazioni sull’impatto delle recenti riforme sulla condizione dell’Avvocatura e sulle iniziative da intraprendere; ampliamento dei temi congressuali. Su questo ha deliberato l’Assemblea dell’Organismo Congressuale Forense riunita a Roma, ieri e oggi.

In particolare la delibera approvata in materia di equo compenso stabilisce che, di concerto con il CNF, si avvii un’azione politica per rivedere l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta e per far sì che, inoltre, il relativo termine di decadenza decorra dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula.

Relativamente all’erogazione del contributo che il CNF dovrebbe versare all’OCF, l’Assemblea ha deliberato di chiedere al Consiglio di pronunciarsi formalmente entro la fine di novembre sulla sua volontà di considerare le spese del Congresso e quelle di OCF come funzionali alla realizzazione delle sue competenze istituzionali. In caso contrario e al fine di superare il clima di incertezza relativo al tema che ad oggi ha impedito all’OCF, a un anno dalla sua formale costituzione, di espletare pienamente le proprie funzioni, l’Ufficio di Coordinamento ha avuto mandato di chiedere la convocazione di una immediata sessione ulteriore del Congresso per rendere chiare le regole che riguardano l’erogazione del contributo.

È stato deliberato inoltre di ampliare i temi del prossimo Congresso in programma a Catania a ottobre 2018 includendone alcuni particolarmente sentiti dall’Avvocatura tra cui la difesa della “giurisdizione e del ruolo dell’avvocato nel processo” e il rispetto e piena attuazione dell’art. 5 della Costituzione per contrastare le tendenze di accentramento in materia di geografia giudiziaria.

Indetta, infine, per il 16 febbraio prossimo “la giornata della dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocatura e della salvaguardia delle tutele: parliamone prima” che si terrà presso i Consigli degli Ordini distrettuali per manifestare a salvaguardia della professione forense quale strumento di composizione delle distorsioni sociali e del mercato; per la irrinunciabilità della tutela giudiziaria dei diritti; per l’autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura e il diritto alla giusta remunerazione della prestazione professionale.

Grande apprezzamento è stato espresso dai presidenti degli Ordini per l’invito di OCF a un confronto che si è auspicato continui nel tempo e sia costante e frequente nell’interesse dell’Avvocatura, nella convinzione che solo da un sano confronto possa nascere una azione efficace e ampiamente condivisa a tutela della professione forense.

OCIEFFE: “UN TAVOLO DI CONFRONTO COSTANTE CON LE ASSOCIAZIONI”

“OCF vuole dare vita, oggi, a un tavolo di confronto costante e costruttivo con le associazioni maggiormente rappresentative dell’Avvocatura nel rispetto delle reciproche autonomie”.

Questo il messaggio scandito a chiare lettere, ieri pomeriggio a Roma, dal Tesoriere dell’Organismo Congressuale Forense, avv. Sandro Vaccaro, nel corso di un incontro fortemente voluto da tutto il gruppo dirigente dell’Organismo con le associazioni maggiormente rappresentative dell’Avvocatura.

Presenti ieri all’incontro oltre ai dirigenti dell’Organismo – avv. Vincenzo Ciraolo e avv. Giovanni Malinconico -: il neo presidente nazionale di AIGA, avv. Alberto Vermiglio, in rappresentanza dell’Unione Nazionale Camere Civili l’avv. Francesco Storace; il presidente dell’Unione Nazionale Camere amministrativisti, avv. Patrizio Leozappa; il Segretario dell’Associazione nazionale forense (ANF) Luigi Pansini e la rappresentante dell’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia avv. Michela Labriola. Ha comunicato di essere impossibilitato a partecipare il rappresentante dell’Unione Camere Penali.

L’obiettivo, secondo il Coordinatore di OCF, avv. Antonio Rosa, è quello di “creare un momento di confronto stabile che consenta di scambiare idee per portare avanti battaglie comuni e progetti il più possibile condivisi”
Tra i punti affrontati nel corso dell’incontro un primo confronto per individuare temi concreti da proporre al Comitato Organizzatore per l’Odg del prossimo Congresso Nazionale, che si terrà a ottobre prossimo a Catania.

OCIEFFE: SODDISFAZIONE PER L’INAMMISSIBILITA’ DELLE MODIFICHE AL PROCESSO CIVILE

Siamo soddisfatti in merito alla dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti presentati davanti alla Commissione Bilancio nel corso della discussione sul DDL di conversione in legge del decreto del 16 ottobre 2017, n. 148 (recante “disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”) volti a modificare il codice di procedura civile.

Sarebbe stata l’ennesima riforma processuale che generalizzando l’utilizzo del rito sommario per la stragrande maggioranza delle cause, di fatto avrebbe privato il processo delle sue regole lasciandole all’arbitrio del giudice; avrebbe limitato le attività difensive dell’avvocato e ridotto, infine, le possibilità di contraddittorio.

Avevamo segnalato che si trattava di proposte emendative inammissibili perché del tutto estranee alla materia del decreto legge in corso di conversione e irrispettose della discussione parlamentare in corso avanti la Commissione Giustizia del Senato sul disegno legge 2284 (Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile approvato dalla Camera dei Deputati) durante la quale erano state presentate numerose proposte emendative.

OCIEFFE: “UN BRUTTO IMBROGLIO IL DDL #EQUOCOMPENSO”.

Comunicato stampa su #equocompenso

Un brutto imbroglio il ddl sull’equo compenso: solo una affermazione di principio, tra l’altro negoziabile“.
Questo il giudizio dell’Organismo congressuale forense sul testo licenziato dalla Commissione giustizia della Camera.
“L’aver affermato il principio ma nello stesso tempo aver riconosciuto che è negoziabile con una trattativa individuale e una specifica accettazione vanifica, di fatto, il principio del diritto al giusto ed equo compenso”. Così il coordinatore dell’Organismo, Antonio Rosa. Criticata dall’OCF anche l’introduzione di un breve termine di decadenza dell’azione e la decisione di non includere gli enti pubblici con la conseguente legittimazione del “dumping di Stato” sui professionisti.
“Incomprensibile pertanto – continua Rosa – l’entusiasmo intorno a questa legge che cambia tutto per non cambiare nulla.
È l’ennesima occasione persa dalla politica per dare un segnale di rispetto e concreta tutela verso le libere professioni
Francamente ci attendevamo di più e meglio o che, quantomeno, venisse rispettato l’impianto originario del disegno di legge presentato dall’on Berretta che è stato stravolto e indebolito dall’azione governativa.
Cui prodest tutto questo? non certo agli avvocati e, in particolare, ai giovani avvocati”. I

NEWS OCIEFFE DALL’ASSEMBLEA DEL 14/15 GENNAIO e del 10/11 FEBBRAIO 2017 nr. 1

NEWS OCF DALL’ASSEMBLEA DEL 14/15 GENNAIO e del 10/11 FEBBRAIO 2017 nr. 1

– fissate le date delle assemblee mensili per il 2017: venerdì 10 febbraio 2017, venerdì 17 marzo 2017, venerdì 7 aprile 2017, venerdì 12 maggio 2017, venerdì 9 giugno 2017, venerdì 14 luglio 2017, venerdì 8 settembre 2017, venerdì 13 ottobre 2017, venerdì 17 novembre 2017, venerdì 15 dicembre 2017;

-approvato il bilancio preventivo di spesa per l’anno 2017 in euro 790.000,00, tenuto conto che la fase di avvio dell’Organismo Congressuale Forense, che necessita di spese straordinarie allo stato non preventivabili il contributo viene prudenzialmente quantificato in € 950.000,00 precisandosi che eventuali sopravvenienze andranno comunque a ridurre le erogazioni in favore dell’OCF da parte del CNF per l’anno seguente;

– approvato all’unanimità il Regolamento dell’OCF;

– si è deciso che il ruolo e l’attività dell’OCF siano diffuse sul territorio con eventi organizzati con i Consigli dell’Ordine cui partecipano i componenti di OCF, nelle realtà territoriali di ciascuno

– è stata approvata una mozione volta a richiedere al CNF di convocare il XXXIV Congresso Nazionale Forense per l’anno 2018

– è stato costituito un gruppo di lavoro sul DDL concorrenza composto da Perrini (coordinatore) e con l’adesione di Preti, Di Tosto, Mazzoni, Musa, Barbieri, Lamberto Galletti, Torrese. Il gruppo opererà in sinergia con il CNF sulle modifiche da apportare al DDL concorrenza nel rispetto del deliberato di Rimini

– si è aggiornata l’assemblea sugli emendamenti presentati al DDL sul processo civile d’intesa con il CNF

– si è aggiornata l’assemblea sul DDL lavoro autonomo e sulla necessita di proposte emendative

– l’assemblea approva la proposta di dare attuazione anche delle delibere dei Congressi Forensi di Rimini, Venezia e Bari che risultino ancora attuali, precisandosi che in caso di contrasto si debba dare attuazione a quella assunta successivamente in quanto, implicitamente, modificativa della precedente.

Sono stati costituiti, all’uopo, i seguenti gruppi di lavoro:

  1. ADR: Rovere (con funzioni di coordinatore) Paparo, Mastrandrea, Uggetti, Delogu, Giacovelli, Lamberto Galletti
  2. PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: Martin (con funzioni di coordinatore) De Bertollini, Sini, Del Grosso
  3. LEGGE PROFESSIONALE E TUTELA ATTIVITÀ STRAGIUDIZIALE: gruppo di lavoro del DDL concorrenza sopra indicato
  4. COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI GIUDIZIARI DISTRETTUALI: coordinatore Rosa, Paparo, De Bertollini, Nardo, Spampinato, Barbieri, Palma, Torrese
  5. GRUPPO DI LAVORO ORDINAMENTO PROFESSIONALE: Rosa (coordinatore) Paparo, De Bertollini, Morace, Nardo, Rivellino, Magnano, Spampinato, Assenza, Vaglio, Stefanì, Bevilacqua, Tedeschi, Brienza, Callegaro, Musa, Delogu, Barbieri, Sini, Fatano, Torrese, Malinconico.

– L’Assemblea ha approvato il regolamento sul rimborso spese ai componenti OCF

– Delibera su elezioni COA: “l’OCF preso atto della grave situazione venutasi a creare nei fori italiani a causa della mancanza di regolamentazione definitiva in tema di elezione dei COA, in ragione del susseguirsi di norme e provvedimenti giurisdizionali, auspica e perora che le competenti autorità provvedano in tempi molto brevi e senza indugi per consentire il superamento di questo vulnus alla dovuta ed insostituibile attività ordinistica.”

– L’assemblea approva all’unanimità la proposta di invitare il Ministero e il CNF all’accelerazione del procedimento di adeguamento dei parametri

– Crisi della professione viene costituito un gruppo di lavoro, che si occupi della crisi economica e sociale dell’Avvocatura e delle relative strategie di risoluzione, gruppo di lavoro cui è demandata, anche, l’individuazione delle dovute iniziative in tema di equo compenso: Malinconico (con funzione di Coordinatore), Callegaro, Calvieri, A. Galletti, L. Galletti, Musa, Palma, Ponzio, Ricciardi, Rossi, Sini, Stanchi, e Torrese

– Proposta di legge sull’avvocato – dipendente in monocommittenza: pur valutando che il tema interessa una parte del corpo dell’avvocatura e che pertanto è necessario avviare una discussione sul punto, l’assemblea concorda che si tratta di Colleghi che vanno tutelati, ma che non vogliono essere ricondotti in un’area di rapporto di lavoro dipendente

– L’assemblea decide di sensibilizzare il CNF affinché chieda che siano espunti i professionisti dalla previsione del DDL fallimentare che li assoggetta alla stato di allerta

– L’Assemblea ha approvato di sollecitare il CNF ed il Ministero ad affrontare con urgenza il tema della proroga dell’art. 12 dell’ordinamento forense.

 

I COMUNICATI DI OCF

DDL CONCORRENZA, L’ALLARME DELL’OCF: “BANCHE E ASSICURAZIONI TORNANO ALL’ASSALTO DEI CITTADINI”.

L’Organismo Congressuale Forense in vista della discussione in Aula della Legge sul mercato e concorrenza lancia un appello al Senato, al Ministro dello Sviluppo economico e al Ministro della Giustizia affinché modifichino il ddl 2085 la cui approvazione rischia di pregiudicare i diritti dei cittadini a solo vantaggio di Banche e Compagnie di Assicurazione. 

“Segnaliamo con preoccupazione – evidenzia il coordinatore dell’OCF, avv. Antonio Rosa –  la possibilità che venga posta la fiducia sul ddl 2085 precludendo ai Senatori ogni possibilità di intervento su alcune parti del testo che nulla hanno a che fare con la concorrenza ma rappresentano piuttosto un assist evidente nei confronti dei poteri economici forti a discapito dei cittadini”.  

 

L’Avvocatura denuncia in particolare tre punti dell’attuale formulazione del testo calendarizzato in Aula al Senato all’inizio del mese di marzo: 

– quanto alla previsione dell’ingresso di soci di capitale nelle società di avvocati, “consentire in una società di avvocati l’ingresso di un socio di capitala a coloro che non siano avvocati – evidenzia Rosa – espone a profili di problematicità che questo ddl non affronta.  Il più evidente è che il socio di capitale finirà per condizionare la linea difensiva del professionista e che la sua presenza limiterà il potere di autodeterminazione dello stesso. Non solo,  si pone un problema di introdurre opportuni filtri (che mancano nell’attuale ddl) che impediscano al socio di capitali presente nell’organo amministrativo di attingere ad informazioni coperte da segreto professionale;

– quanto all’introduzione dell’obbligo dell’avvocato di presentare al cliente un preventivo scritto a inizio incarico, “premesso che esiste già l’obbligo di preventivazione a richiesta del cliente – sottolinea Rosa– non può essere previsto in modo specifico e sicuro il costo di una attività la cui complessità dipende da variabili dipendenti anche da elementi terzi come il comportamento della controparte. Ne consegue che l’introduzione di questo obbligo rischia soltanto di complicare i rapporti tra professionista e assistito, senza che si possa registrare un vantaggio effettivo per nessuno dei due; anzi si rischia di favorire solo comportamenti poco corretti, con la formulazione di preventivi “al ribasso” fatti solo per assicurarsi l’incarico”; 

– quanto, infine, alle norme in materia di RC auto con la previsione della decadenza dalla prova testimoniale per il caso di mancata identificazione dei testimoni nella constatazione di sinistro o nella richiesta danni, in luogo del più ampio termine previsto dal nostro codice di procedura civile, “si introduce così – chiarisce Rosa – un rito processuale assicurativo cadenzato da preclusioni processuali operanti solo a carico dei danneggiati che intendono agire in giudizio contro le imprese assicurative mentre i termini del codice restano invariati per la compagnia di assicurazione”.

L’Avvocatura dice no a questo DDL.  “Ci auguriamo – conclude il coordinatore OCF Antonio Rosa – che con senso di responsabilità si intervenga per porre rimedio contro l’atto di arroganza che sta per essere messo a segno a favore dei poteri economici ed in danno dei diritti dei cittadini”. 

 

LA POSIZIONE DEGLI AVVOCATI COSIDDETTI ‘SANS PAPIER’ VA REGOLAMENTATA IN TEMPI BREVI.

L’Organismo Congressuale Forense –come le altre Istituzioni della professione- ha sul tavolo il problema degli avvocati cd.  “Sans papier”.

L’Organismo Congressuale Forense ritiene che sia necessario intervenire, senza ritardo, per disciplinare l’attività di coloro che esercitano la professione forense in via esclusiva per un altro avvocato o per un solo cliente. L’intervento deve essere volto a garantire a questa categoria di Colleghi dando loro maggiori tutele ed un compenso adeguato alle prestazioni rese; indispensabile, però, secondo l’Organismo salvare la natura autonoma, la professionalità e l’indipendenza dei Colleghi in questi rapporti.

Infine, sarà necessario mettere in chiaro che il rapporto con gli avvocati “sans papier” non deve essere ricondotto in un’area di rapporto di lavoro dipendente e che dovrà esclusivamente soggetto al versamento dei contributi previdenziali verso la Cassa di Previdenza Forense e non certamente in favore dell’INPS.

L’Organismo Congressuale Forense invita l’organizzazione sindacale proponente, invece, ad unirsi alla battaglia per assicurare all’Avvocatura una indipendenza economica idonea ad garantire quella indipendenza culturale, di pensiero e di azione che costituisce il presupposto della libertà di tutelare i diritti, anche dei più deboli e dei più invisi alla Società.

 

FRENATA DEL GOVERNO SU EQUO COMPENSO PER I PROFESSIONISTI. L’OCF CHIEDE UN INCONTRO AL MINISTRO

L’Organismo Congressuale e Forense esprime preoccupazione in merito alla notizia che la Commissione Lavoro della Camera ha respinto gli emendamenti al ddl n 4135 contenente “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale”, che prevedevano l’introduzione dell’equo compenso per i professionisti e chiede un incontro urgente al Ministro della Giustizia affinché si intervenga per disciplinare la materia in tempi brevi, quantomeno per gli Avvocati.

“Siamo rammaricati per quanto accaduto – dichiara il coordinatore dell’OCF, avv. Antonio Rosa – considerato che il presidente della Commissione e relatore del ddl, Cesare Damiano, nel corso dei lavori si era dichiarato favorevole ad affrontare questo tema nell’ambito del provvedimento in esame e che, peraltro, le istanze in tal senso erano comuni a maggioranza e opposizione. Nè ci rassicura che abbia dichiarato di avere personalmente a cuore la questione e che, con il voto contrario si solo è preferito non ampliare il perimetro del provvedimento approvato in prima lettura dal Senato.

Auspichiamo che, come dichiarato ieri dal Ministro della Giustizia, il ddl sull’equo compenso per la professione forense venga presentato in tempi brevi ed  abbia una corsia preferenziale per la discussione parlamentare, perché, come riconosciuto dallo stesso Guardasigilli, solo restituendo equilibrio a un mercato senza regole – conclude Rosa – si potrà porre fine a un grave disagio economico che rischia di travolgere tutti i professionisti, primi fra tutti proprio coloro che sono preposti a garantire il diritto alla difesa dei cittadini”.

La questione sarà all’ordine del giorno della prossima assemblea dell’Organismo in programma il 17 e 18 marzo prossimi.

 

DDL DI RIFORMA PENALE: PER O.C. F. PORRE LA FIDUCIA SUL DISEGNO DI LEGGE E’ UN ATTO CON CUI SI COMMISSARIA IL PARLAMENTO

La decisione del Governo di porre la fiducia sul DDL di riforma penale sorprende e preoccupa. Così facendo si amputa il dibattito parlamentare su temi che coinvolgono pesantemente diritti primari dei cittadini: il diritto ad una difesa effettiva nel corso del processo, che viene sacrificato dall’allargamento della partecipazione a distanza, sulla scorta di illusorie e false previsioni di risparmio; il diritto alla ragionevole durata del processo, mentre con l’allungamento della prescrizione si regalerà qualche anno di inerzia ad uffici giudiziari particolarmente propensi a farne incetta, senza intervenire sui reali punti di incaglio del processo penale.

Non è accettabile, poi, l’innalzamento delle sanzioni che appare finalizzato alla rassicurazione di massa, anziché dettato dall’equilibrata comparazione dei beni giuridici da tutelare con le norme penali. Men che meno si può condividere la riforma delle intercettazioni, che non tutela gli spazi di libertà rispetto all’invasività di strumenti di captazione sempre più avanzati e straordinari e non tutela la riservatezza, peraltro con la previsione di una delega vaga per Governi futuri ed incerti.

Inoltre, la fiducia non può essere reazione alla lentezza del Parlamento, poiché sarebbe un modo di commissariarlo: dunque l’ennesimo attacco al meccanismo democratico di formazione della legge già pesantemente messo in discussione da sentenze creative spesso pronunciate sulla spinta di emergenze talvolta solo avvertite.

L’Avvocatura avverte, altresì, il disagio di una fiducia deliberata in un momento difficile e tale da farla apparire come funzionale all’evoluzione del quadro politico. Pur certi che così non è, riteniamo che, in materia di diritti fondamentali delle persone ed in assenza di scadenze di tipo amministrativo, vada garantita anche la semplice apparenza di serenità e disinteresse su temi che involgono i diritti del cittadino e l’assetto democratico dello Stato.

Il Ministro Guardasigilli ha rivendicato sempre una grande considerazione per il ruolo sociale svolto dagli avvocati, e l’Avvocatura l’ha ricambiato con disinteressata collaborazione e, spesso, sincero apprezzamento. Siamo sicuri che il Ministro saprà tenere nella giusta considerazione le preoccupazioni espresse dagli avvocati, primi intermediari nell’eterno conflitto tra lo Stato ed il cittadino armato solo dei propri diritti

L’Organismo Congressuale Forense (OCF) chiede al Governo un atto di responsabilità: di non dare attuazione alla decisione di chiedere la fiducia, così come è già accaduto in passato. E chiede altresì di fare quanto è nelle proprie possibilità per promuovere lo stralcio e l’approvazione immediata della parte non contestata del DDL: quella sull’ordinamento penitenziario, scaturita dall’impegno di molteplici forze che il Ministro Guardasigilli ha avuto il merito di convogliare negli Stati Generali dell’Esecuzione Penale.

 

DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DELLE DISCIPLINE DELLE CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA. DURA CRITICA DELL’OCF: “LEDE LA PROFESSIONALITÀ E IL DIRITTO ALLA RISERVATEZZA DEGLI AVVOCATI”.

L’Organismo Congressuale Forense critica le modifiche introdotte dalla Camera dei Deputati al testo del disegno di legge “Delega al Governo per la riforma delle discipline delle crisi d’impresa e dell’insolvenza”, ritenute lesive della riservatezza e della professionalità degli avvocati.

“Rispetto al testo licenziato dalla Commissione Giustizia è stata introdotta una importante novità che rappresenta – evidenzia l’avvocato Antonio Rosa, coordinatore dell’OCF – un ulteriore tentativo di sottrarre competenze professionali agli avvocati e di ridimensionare il ruolo e le funzioni degli Organismi di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento costituiti presso gli Ordini professionali”.

La procedura di allerta prevista dall’art. 4 del DDL, infatti, oltre a non essere più estesa alle società quotate e alle grandi imprese (così come qualificate nella Raccomandazione 2003/361/Ce), viene sottratta all’Organo di composizione della crisi di cui alla legge 3/2012 e affidata a un organismo da costituirsi presso le Camere di Commercio, cui è demandato l’onere di incaricare un collegio di esperti, nominati tra gli iscritti a un istituendo albo presso il Ministero di Giustizia (di cui all’art. 2 comma 1 lett. O del medesimo disegno di legge). Tale collegio dovrà essere composto da almeno tre esperti indicati uno dal presidente della sezione specializzata in materia d’impresa del tribunale competente, uno dalla camera di commercio e uno dalle associazioni di categoria.

Non solo. Ad essere considerata lesivo dei diritti dei professionisti anche l’art. 2 lett. e) del ddl nella parte in cui prevede che possa essere assoggettata al “procedimento di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza” ogni categoria di debitore, sia esso persona fisica o giuridica, ivi compreso il professionista.

“Secondo questa previsione- sottolinea Rosa – il professionista, al pari del consumatore del debitore civile, può essere assoggettato alla procedura di stato di allerta, attivabile d’ufficio ad istanza di creditori qualificati tra cui Agenzia delle entrate, enti previdenziali ed agenti della riscossione delle imposte, a pena di inefficacia dei privilegi accordati. Chiediamo – conclude Rosa -di espungere i professionisti e in particolare gli avvocati da tale previsione, che rappresenta un vulnus ai principi di riservatezza, libertà, autonomia ed indipendenza sanciti dalla nostra legge professionale”.

 

I DELIBERATI CONGRESSUALI CUI OCF HA DELIBERATO DI DARE ATTUAZIONE

 

  • XXXIII CONGRESSO RIMINI

– 3: SOCIETA’ DI AVVOCATI E SOCI DI CAPITALE NEGLI STUDI PROFESSIONALI

– 5: PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

– 6: PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NELLE ADR

– 7: NEGOZIAZIONE ASSISTITA IN MATERIA DI LAVORO

– 8: NEGOZIAZIONE ASSISTITA IN MATERIA DI FAMIGLIA

– 10: ATTRIBUZIONE AGLI AVVOCATI DEL POTERE DI AUTENTICAZIONE NEI PROCEDIMENTI DI MEDIAZIONE E NEGOZIAZIONE

– 11: RICHIESTA AUMENTO COMPETENZE DEGLI AVVOCATI

– 13: GARANTIRE L’OTTIMALE COSTITUZIONE DEGLI CONSIGLI GIUDIZIARI

– 15/16/17/18/19 (accorpate): FRUIBILITA’ DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: MODIFICHE

– 22: MOZIONE PER ESTENDERE IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO ALLE SPESE DI VENDITA GIUDIZIARIA DEI BENI PIGNORATI

– 23: CONTRO L’ACCOGLIMENTO IN DDL DELL’OBBLIGO DEL PREVENTIVO SCRITTO IN CAPO AGLI AVVOCATI

– 24: CONTRO L’ACCOGLIMENTO IN DDL CONCORRENZA DEL SOCIO DI CAPITALE

– 25: ESTENSIONE PATROCINIO A SPESE DELLO STATO A TUTTE LE PROCEDURE ADR

– 37: RIFORMA DELLA MEDIAZIONE E DELLE ADR

– 53: MIGLIORAMENTI DELL’ISTITUTO DELLA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE

– 54: DIFFUSIONE E CORRETTIVI PER L’ISTITUTO DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE E DELLA NEGOZIAZIONE ASSISTITA

– 55: ATTIVITA’ STRAGIUDIZIALE DI RECUPERO CREDITI E INFORTUNISTICA STRADALE DI COMPETENZA ESCLUSIVA DEGLI AVVOCATI

– 56: MEDIAZIONE TRIBUTARIA E RECLAMO

 

  • XXXII CONGRESSO VENEZIA

– 9: MODIFICA LEGGE 247/2012 E ART 2233 c.c. A DIFESA DEI COMPENSI DELL’AVVOCATO

– 20: MODIFICA LEGGE 247/ART. 22

– 21 e 22 (accorpate): AUMENTO COMPETENZE AVVOCATI E CONTRATTI COMPRAVENDITA

– 23: NEGOZIAZIONE ASSISTITA ESTESA ANCHE ALLA MATERIA LAVORO

– 24/37 e 49 (accorpate): ART. 420 CPP e ART. 153 CPC LEGITTIMO IMPEDIMENTO MALATTIA E MATERNITA’ E TUTELA INFANZIA

– 29: MOZIONE SULLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

– 30: ESAME DA PARTE DEI COA CIRCONDARIALI DEL BILANCIO CNF

– 32/50: MODIFICHE AL GRATUTO PATROCINIO, COMPENSAZIONE CREDITI AVVOCATI E MODALITA’ FATTURAZIONE

– 33: RICORSO PER GLI AVVOCATI ACCESSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

– 38: ACCESSO ALLA PROFESSIONE FORMAZIONE UNIVERSITARIA

– 40/41(accorpate): GRATUITO PAROCINIO: MODIFICA ART. 82 DPR 30/05/2012, ART.106-bis DPR 30/05/2012, ART. 130 DPR 30/05/2012 ed ART 12 DM 55/2014

–  43: ACCESSO ALLA PROFESSIONE ART. 2 L. 247/2012: ISCRIZIONI DI DIRITTO

– 47: INDENNIZZO DIRETTO: MODIFICA ART: 138/141/149 e 150 D.LGS 109/2005

– 51: SOCIETA’ PROFESSIONALI: PREVISIONE DI NON FALLIBILITA’, PREVISIONE CHE AMMINISTRATORI POSSANO ESSERE SOLO ISCRITTI ALLE PROFESSIONI REGOLAMENTATE ALBI O AGLI ORDINI, PREVISIONE DI BENEFICI FISCALI PER I PRIMI 5 ANNI

– 53: ISTIUTUZIONE SEZIONI SPECIALIZZATE PER LA FAMIGLIA

– 57: ACCESSO GIUSTIZIA e COSTI

– 59: DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE

– 61: SEZIONI SPECIALIZZATE FAMIGLIA

– 67: INCOMPATIBILITA’ DEL MEDIATORE AVVOCATO

– 69/75 (accorpate): SPECIALIZZAZIONI

– 73: OBBLIGO DI SOTTOSCRIZIONE POLIZZA INFORTUNI PREVISTO ART. 12 Legge 247/2012

– 74: SOCIETA’ MULTIDISCIPLINARI

– 76: COLLABORAZIONE PROFESSIONALE A CONTRATTO

– 79: PARAMETRI

– 81: INCENTIVI FISCALI E DETRAZIONI NELLE ADR

 

XXXI CONGRESSO BARI

– 2: RISERVA CONSULENZA ED ASSISTENZA PROFESSIONALE

– 9: ORDINAMENTO GIUDIZIARIO – RESPONSABILITA’ CIVILE MAGISTRATI

– 14: GIUSTIZIA TRIBUTARIA

– 15/29/46 (accorpate): ORDINAMENTO PROFESSIONALE

– 35: ORDINAMENTO PROFESSIONALE

– 18: ABROGAZIONE 348/bis e 348 ter cpc

– 19: INTRODUZIONE NUMERO CHIUSO FACOLTA’ GIURISPRUDENZA, RIFORMA ESAME ABILITAZIONE E AUTOMATICA ISCRIZIONE CASSA FORENSE

– 22: UTILIZZO SOMME CONTRIBUTI UNIFICATI, BOLLI INCASSATI e REGISTRAZIONI ATTI GIUDIZIARI SOLO PER IL SETTORE GIUSTIZIA E PREVENTIVA PUBBLICA INDICAZIONE E SPECIFICAZIONE DELLE SOMME PERCEPITE A TALE TITOLO

– 23: PREVIDENZA FORENSE: NATURA PRIVATA, AUTONOMIA FINANZIARIA: SALVAGUARDIA

– 24: LEGGE 27/2012 ASSICURAZIONI PRIVATE: MODIFICHE

– 25/42 (accorpate): ELIMINAZIONE CASI DI OBBLIGATORIETA’ DELLA MEDIAZIONE E/O REVISIONE DEI CRITERI

– …: RIFORMA LAUREA GIURISPRUDENZA

– 30: DEDUCIBILITA’ FISCALE SPESE DI DIFESA

– 31: FORMAZIONE CONGIUNTA AVVOCATI MAGISTRATI

– 32: PARTECIPAZIONE AVVOCATI ITER FORMATIVO LEGGI E REGOLAMENTI

– 8/34: PENE E SITUAZIONE CARCERARIA

– 37: PARI OPPORTUNITA’ e MODIFICA 420 ter CPP

– 38/43/7/33 (accorpate): INTERVENTI SULLA GIURISDIZIONE E SULLA TUTELA DEI DIRITTI, VALORIZZAZIONE RUOLO AVVOCATO NELLA DEFINIZIONE DEI CONFLITTI AL DI FUORI DELLA GIURSDIZIONE, DECRETI INGIUNTIVI AFFIDATI AGLI AVVOCATI E MODIFICA ARBITRATO

 

  • LE PROPOSTE EMENDATIVE DI OCF

L’Organismo per il tramite del proprio gruppo di lavoro ha predisposto e sostenuto, d’intesa col Consiglio Nazionale Forense e l’Unione Nazionale Camere Civili, alcune proposte emendative al testo del DDL di riforma del processo civile in corso di discussione avanti il Senato.