NEWS OCIEFFE DALL’ASSEMBLEA DEL 14/15 GENNAIO e del 10/11 FEBBRAIO 2017 nr. 1

NEWS OCF DALL’ASSEMBLEA DEL 14/15 GENNAIO e del 10/11 FEBBRAIO 2017 nr. 1

– fissate le date delle assemblee mensili per il 2017: venerdì 10 febbraio 2017, venerdì 17 marzo 2017, venerdì 7 aprile 2017, venerdì 12 maggio 2017, venerdì 9 giugno 2017, venerdì 14 luglio 2017, venerdì 8 settembre 2017, venerdì 13 ottobre 2017, venerdì 17 novembre 2017, venerdì 15 dicembre 2017;

-approvato il bilancio preventivo di spesa per l’anno 2017 in euro 790.000,00, tenuto conto che la fase di avvio dell’Organismo Congressuale Forense, che necessita di spese straordinarie allo stato non preventivabili il contributo viene prudenzialmente quantificato in € 950.000,00 precisandosi che eventuali sopravvenienze andranno comunque a ridurre le erogazioni in favore dell’OCF da parte del CNF per l’anno seguente;

– approvato all’unanimità il Regolamento dell’OCF;

– si è deciso che il ruolo e l’attività dell’OCF siano diffuse sul territorio con eventi organizzati con i Consigli dell’Ordine cui partecipano i componenti di OCF, nelle realtà territoriali di ciascuno

– è stata approvata una mozione volta a richiedere al CNF di convocare il XXXIV Congresso Nazionale Forense per l’anno 2018

– è stato costituito un gruppo di lavoro sul DDL concorrenza composto da Perrini (coordinatore) e con l’adesione di Preti, Di Tosto, Mazzoni, Musa, Barbieri, Lamberto Galletti, Torrese. Il gruppo opererà in sinergia con il CNF sulle modifiche da apportare al DDL concorrenza nel rispetto del deliberato di Rimini

– si è aggiornata l’assemblea sugli emendamenti presentati al DDL sul processo civile d’intesa con il CNF

– si è aggiornata l’assemblea sul DDL lavoro autonomo e sulla necessita di proposte emendative

– l’assemblea approva la proposta di dare attuazione anche delle delibere dei Congressi Forensi di Rimini, Venezia e Bari che risultino ancora attuali, precisandosi che in caso di contrasto si debba dare attuazione a quella assunta successivamente in quanto, implicitamente, modificativa della precedente.

Sono stati costituiti, all’uopo, i seguenti gruppi di lavoro:

  1. ADR: Rovere (con funzioni di coordinatore) Paparo, Mastrandrea, Uggetti, Delogu, Giacovelli, Lamberto Galletti
  2. PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: Martin (con funzioni di coordinatore) De Bertollini, Sini, Del Grosso
  3. LEGGE PROFESSIONALE E TUTELA ATTIVITÀ STRAGIUDIZIALE: gruppo di lavoro del DDL concorrenza sopra indicato
  4. COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI GIUDIZIARI DISTRETTUALI: coordinatore Rosa, Paparo, De Bertollini, Nardo, Spampinato, Barbieri, Palma, Torrese
  5. GRUPPO DI LAVORO ORDINAMENTO PROFESSIONALE: Rosa (coordinatore) Paparo, De Bertollini, Morace, Nardo, Rivellino, Magnano, Spampinato, Assenza, Vaglio, Stefanì, Bevilacqua, Tedeschi, Brienza, Callegaro, Musa, Delogu, Barbieri, Sini, Fatano, Torrese, Malinconico.

– L’Assemblea ha approvato il regolamento sul rimborso spese ai componenti OCF

– Delibera su elezioni COA: “l’OCF preso atto della grave situazione venutasi a creare nei fori italiani a causa della mancanza di regolamentazione definitiva in tema di elezione dei COA, in ragione del susseguirsi di norme e provvedimenti giurisdizionali, auspica e perora che le competenti autorità provvedano in tempi molto brevi e senza indugi per consentire il superamento di questo vulnus alla dovuta ed insostituibile attività ordinistica.”

– L’assemblea approva all’unanimità la proposta di invitare il Ministero e il CNF all’accelerazione del procedimento di adeguamento dei parametri

– Crisi della professione viene costituito un gruppo di lavoro, che si occupi della crisi economica e sociale dell’Avvocatura e delle relative strategie di risoluzione, gruppo di lavoro cui è demandata, anche, l’individuazione delle dovute iniziative in tema di equo compenso: Malinconico (con funzione di Coordinatore), Callegaro, Calvieri, A. Galletti, L. Galletti, Musa, Palma, Ponzio, Ricciardi, Rossi, Sini, Stanchi, e Torrese

– Proposta di legge sull’avvocato – dipendente in monocommittenza: pur valutando che il tema interessa una parte del corpo dell’avvocatura e che pertanto è necessario avviare una discussione sul punto, l’assemblea concorda che si tratta di Colleghi che vanno tutelati, ma che non vogliono essere ricondotti in un’area di rapporto di lavoro dipendente

– L’assemblea decide di sensibilizzare il CNF affinché chieda che siano espunti i professionisti dalla previsione del DDL fallimentare che li assoggetta alla stato di allerta

– L’Assemblea ha approvato di sollecitare il CNF ed il Ministero ad affrontare con urgenza il tema della proroga dell’art. 12 dell’ordinamento forense.

 

I COMUNICATI DI OCF

DDL CONCORRENZA, L’ALLARME DELL’OCF: “BANCHE E ASSICURAZIONI TORNANO ALL’ASSALTO DEI CITTADINI”.

L’Organismo Congressuale Forense in vista della discussione in Aula della Legge sul mercato e concorrenza lancia un appello al Senato, al Ministro dello Sviluppo economico e al Ministro della Giustizia affinché modifichino il ddl 2085 la cui approvazione rischia di pregiudicare i diritti dei cittadini a solo vantaggio di Banche e Compagnie di Assicurazione. 

“Segnaliamo con preoccupazione – evidenzia il coordinatore dell’OCF, avv. Antonio Rosa –  la possibilità che venga posta la fiducia sul ddl 2085 precludendo ai Senatori ogni possibilità di intervento su alcune parti del testo che nulla hanno a che fare con la concorrenza ma rappresentano piuttosto un assist evidente nei confronti dei poteri economici forti a discapito dei cittadini”.  

 

L’Avvocatura denuncia in particolare tre punti dell’attuale formulazione del testo calendarizzato in Aula al Senato all’inizio del mese di marzo: 

– quanto alla previsione dell’ingresso di soci di capitale nelle società di avvocati, “consentire in una società di avvocati l’ingresso di un socio di capitala a coloro che non siano avvocati – evidenzia Rosa – espone a profili di problematicità che questo ddl non affronta.  Il più evidente è che il socio di capitale finirà per condizionare la linea difensiva del professionista e che la sua presenza limiterà il potere di autodeterminazione dello stesso. Non solo,  si pone un problema di introdurre opportuni filtri (che mancano nell’attuale ddl) che impediscano al socio di capitali presente nell’organo amministrativo di attingere ad informazioni coperte da segreto professionale;

– quanto all’introduzione dell’obbligo dell’avvocato di presentare al cliente un preventivo scritto a inizio incarico, “premesso che esiste già l’obbligo di preventivazione a richiesta del cliente – sottolinea Rosa– non può essere previsto in modo specifico e sicuro il costo di una attività la cui complessità dipende da variabili dipendenti anche da elementi terzi come il comportamento della controparte. Ne consegue che l’introduzione di questo obbligo rischia soltanto di complicare i rapporti tra professionista e assistito, senza che si possa registrare un vantaggio effettivo per nessuno dei due; anzi si rischia di favorire solo comportamenti poco corretti, con la formulazione di preventivi “al ribasso” fatti solo per assicurarsi l’incarico”; 

– quanto, infine, alle norme in materia di RC auto con la previsione della decadenza dalla prova testimoniale per il caso di mancata identificazione dei testimoni nella constatazione di sinistro o nella richiesta danni, in luogo del più ampio termine previsto dal nostro codice di procedura civile, “si introduce così – chiarisce Rosa – un rito processuale assicurativo cadenzato da preclusioni processuali operanti solo a carico dei danneggiati che intendono agire in giudizio contro le imprese assicurative mentre i termini del codice restano invariati per la compagnia di assicurazione”.

L’Avvocatura dice no a questo DDL.  “Ci auguriamo – conclude il coordinatore OCF Antonio Rosa – che con senso di responsabilità si intervenga per porre rimedio contro l’atto di arroganza che sta per essere messo a segno a favore dei poteri economici ed in danno dei diritti dei cittadini”. 

 

LA POSIZIONE DEGLI AVVOCATI COSIDDETTI ‘SANS PAPIER’ VA REGOLAMENTATA IN TEMPI BREVI.

L’Organismo Congressuale Forense –come le altre Istituzioni della professione- ha sul tavolo il problema degli avvocati cd.  “Sans papier”.

L’Organismo Congressuale Forense ritiene che sia necessario intervenire, senza ritardo, per disciplinare l’attività di coloro che esercitano la professione forense in via esclusiva per un altro avvocato o per un solo cliente. L’intervento deve essere volto a garantire a questa categoria di Colleghi dando loro maggiori tutele ed un compenso adeguato alle prestazioni rese; indispensabile, però, secondo l’Organismo salvare la natura autonoma, la professionalità e l’indipendenza dei Colleghi in questi rapporti.

Infine, sarà necessario mettere in chiaro che il rapporto con gli avvocati “sans papier” non deve essere ricondotto in un’area di rapporto di lavoro dipendente e che dovrà esclusivamente soggetto al versamento dei contributi previdenziali verso la Cassa di Previdenza Forense e non certamente in favore dell’INPS.

L’Organismo Congressuale Forense invita l’organizzazione sindacale proponente, invece, ad unirsi alla battaglia per assicurare all’Avvocatura una indipendenza economica idonea ad garantire quella indipendenza culturale, di pensiero e di azione che costituisce il presupposto della libertà di tutelare i diritti, anche dei più deboli e dei più invisi alla Società.

 

FRENATA DEL GOVERNO SU EQUO COMPENSO PER I PROFESSIONISTI. L’OCF CHIEDE UN INCONTRO AL MINISTRO

L’Organismo Congressuale e Forense esprime preoccupazione in merito alla notizia che la Commissione Lavoro della Camera ha respinto gli emendamenti al ddl n 4135 contenente “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale”, che prevedevano l’introduzione dell’equo compenso per i professionisti e chiede un incontro urgente al Ministro della Giustizia affinché si intervenga per disciplinare la materia in tempi brevi, quantomeno per gli Avvocati.

“Siamo rammaricati per quanto accaduto – dichiara il coordinatore dell’OCF, avv. Antonio Rosa – considerato che il presidente della Commissione e relatore del ddl, Cesare Damiano, nel corso dei lavori si era dichiarato favorevole ad affrontare questo tema nell’ambito del provvedimento in esame e che, peraltro, le istanze in tal senso erano comuni a maggioranza e opposizione. Nè ci rassicura che abbia dichiarato di avere personalmente a cuore la questione e che, con il voto contrario si solo è preferito non ampliare il perimetro del provvedimento approvato in prima lettura dal Senato.

Auspichiamo che, come dichiarato ieri dal Ministro della Giustizia, il ddl sull’equo compenso per la professione forense venga presentato in tempi brevi ed  abbia una corsia preferenziale per la discussione parlamentare, perché, come riconosciuto dallo stesso Guardasigilli, solo restituendo equilibrio a un mercato senza regole – conclude Rosa – si potrà porre fine a un grave disagio economico che rischia di travolgere tutti i professionisti, primi fra tutti proprio coloro che sono preposti a garantire il diritto alla difesa dei cittadini”.

La questione sarà all’ordine del giorno della prossima assemblea dell’Organismo in programma il 17 e 18 marzo prossimi.

 

DDL DI RIFORMA PENALE: PER O.C. F. PORRE LA FIDUCIA SUL DISEGNO DI LEGGE E’ UN ATTO CON CUI SI COMMISSARIA IL PARLAMENTO

La decisione del Governo di porre la fiducia sul DDL di riforma penale sorprende e preoccupa. Così facendo si amputa il dibattito parlamentare su temi che coinvolgono pesantemente diritti primari dei cittadini: il diritto ad una difesa effettiva nel corso del processo, che viene sacrificato dall’allargamento della partecipazione a distanza, sulla scorta di illusorie e false previsioni di risparmio; il diritto alla ragionevole durata del processo, mentre con l’allungamento della prescrizione si regalerà qualche anno di inerzia ad uffici giudiziari particolarmente propensi a farne incetta, senza intervenire sui reali punti di incaglio del processo penale.

Non è accettabile, poi, l’innalzamento delle sanzioni che appare finalizzato alla rassicurazione di massa, anziché dettato dall’equilibrata comparazione dei beni giuridici da tutelare con le norme penali. Men che meno si può condividere la riforma delle intercettazioni, che non tutela gli spazi di libertà rispetto all’invasività di strumenti di captazione sempre più avanzati e straordinari e non tutela la riservatezza, peraltro con la previsione di una delega vaga per Governi futuri ed incerti.

Inoltre, la fiducia non può essere reazione alla lentezza del Parlamento, poiché sarebbe un modo di commissariarlo: dunque l’ennesimo attacco al meccanismo democratico di formazione della legge già pesantemente messo in discussione da sentenze creative spesso pronunciate sulla spinta di emergenze talvolta solo avvertite.

L’Avvocatura avverte, altresì, il disagio di una fiducia deliberata in un momento difficile e tale da farla apparire come funzionale all’evoluzione del quadro politico. Pur certi che così non è, riteniamo che, in materia di diritti fondamentali delle persone ed in assenza di scadenze di tipo amministrativo, vada garantita anche la semplice apparenza di serenità e disinteresse su temi che involgono i diritti del cittadino e l’assetto democratico dello Stato.

Il Ministro Guardasigilli ha rivendicato sempre una grande considerazione per il ruolo sociale svolto dagli avvocati, e l’Avvocatura l’ha ricambiato con disinteressata collaborazione e, spesso, sincero apprezzamento. Siamo sicuri che il Ministro saprà tenere nella giusta considerazione le preoccupazioni espresse dagli avvocati, primi intermediari nell’eterno conflitto tra lo Stato ed il cittadino armato solo dei propri diritti

L’Organismo Congressuale Forense (OCF) chiede al Governo un atto di responsabilità: di non dare attuazione alla decisione di chiedere la fiducia, così come è già accaduto in passato. E chiede altresì di fare quanto è nelle proprie possibilità per promuovere lo stralcio e l’approvazione immediata della parte non contestata del DDL: quella sull’ordinamento penitenziario, scaturita dall’impegno di molteplici forze che il Ministro Guardasigilli ha avuto il merito di convogliare negli Stati Generali dell’Esecuzione Penale.

 

DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DELLE DISCIPLINE DELLE CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA. DURA CRITICA DELL’OCF: “LEDE LA PROFESSIONALITÀ E IL DIRITTO ALLA RISERVATEZZA DEGLI AVVOCATI”.

L’Organismo Congressuale Forense critica le modifiche introdotte dalla Camera dei Deputati al testo del disegno di legge “Delega al Governo per la riforma delle discipline delle crisi d’impresa e dell’insolvenza”, ritenute lesive della riservatezza e della professionalità degli avvocati.

“Rispetto al testo licenziato dalla Commissione Giustizia è stata introdotta una importante novità che rappresenta – evidenzia l’avvocato Antonio Rosa, coordinatore dell’OCF – un ulteriore tentativo di sottrarre competenze professionali agli avvocati e di ridimensionare il ruolo e le funzioni degli Organismi di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento costituiti presso gli Ordini professionali”.

La procedura di allerta prevista dall’art. 4 del DDL, infatti, oltre a non essere più estesa alle società quotate e alle grandi imprese (così come qualificate nella Raccomandazione 2003/361/Ce), viene sottratta all’Organo di composizione della crisi di cui alla legge 3/2012 e affidata a un organismo da costituirsi presso le Camere di Commercio, cui è demandato l’onere di incaricare un collegio di esperti, nominati tra gli iscritti a un istituendo albo presso il Ministero di Giustizia (di cui all’art. 2 comma 1 lett. O del medesimo disegno di legge). Tale collegio dovrà essere composto da almeno tre esperti indicati uno dal presidente della sezione specializzata in materia d’impresa del tribunale competente, uno dalla camera di commercio e uno dalle associazioni di categoria.

Non solo. Ad essere considerata lesivo dei diritti dei professionisti anche l’art. 2 lett. e) del ddl nella parte in cui prevede che possa essere assoggettata al “procedimento di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza” ogni categoria di debitore, sia esso persona fisica o giuridica, ivi compreso il professionista.

“Secondo questa previsione- sottolinea Rosa – il professionista, al pari del consumatore del debitore civile, può essere assoggettato alla procedura di stato di allerta, attivabile d’ufficio ad istanza di creditori qualificati tra cui Agenzia delle entrate, enti previdenziali ed agenti della riscossione delle imposte, a pena di inefficacia dei privilegi accordati. Chiediamo – conclude Rosa -di espungere i professionisti e in particolare gli avvocati da tale previsione, che rappresenta un vulnus ai principi di riservatezza, libertà, autonomia ed indipendenza sanciti dalla nostra legge professionale”.

 

I DELIBERATI CONGRESSUALI CUI OCF HA DELIBERATO DI DARE ATTUAZIONE

 

  • XXXIII CONGRESSO RIMINI

– 3: SOCIETA’ DI AVVOCATI E SOCI DI CAPITALE NEGLI STUDI PROFESSIONALI

– 5: PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

– 6: PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NELLE ADR

– 7: NEGOZIAZIONE ASSISTITA IN MATERIA DI LAVORO

– 8: NEGOZIAZIONE ASSISTITA IN MATERIA DI FAMIGLIA

– 10: ATTRIBUZIONE AGLI AVVOCATI DEL POTERE DI AUTENTICAZIONE NEI PROCEDIMENTI DI MEDIAZIONE E NEGOZIAZIONE

– 11: RICHIESTA AUMENTO COMPETENZE DEGLI AVVOCATI

– 13: GARANTIRE L’OTTIMALE COSTITUZIONE DEGLI CONSIGLI GIUDIZIARI

– 15/16/17/18/19 (accorpate): FRUIBILITA’ DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: MODIFICHE

– 22: MOZIONE PER ESTENDERE IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO ALLE SPESE DI VENDITA GIUDIZIARIA DEI BENI PIGNORATI

– 23: CONTRO L’ACCOGLIMENTO IN DDL DELL’OBBLIGO DEL PREVENTIVO SCRITTO IN CAPO AGLI AVVOCATI

– 24: CONTRO L’ACCOGLIMENTO IN DDL CONCORRENZA DEL SOCIO DI CAPITALE

– 25: ESTENSIONE PATROCINIO A SPESE DELLO STATO A TUTTE LE PROCEDURE ADR

– 37: RIFORMA DELLA MEDIAZIONE E DELLE ADR

– 53: MIGLIORAMENTI DELL’ISTITUTO DELLA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE

– 54: DIFFUSIONE E CORRETTIVI PER L’ISTITUTO DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE E DELLA NEGOZIAZIONE ASSISTITA

– 55: ATTIVITA’ STRAGIUDIZIALE DI RECUPERO CREDITI E INFORTUNISTICA STRADALE DI COMPETENZA ESCLUSIVA DEGLI AVVOCATI

– 56: MEDIAZIONE TRIBUTARIA E RECLAMO

 

  • XXXII CONGRESSO VENEZIA

– 9: MODIFICA LEGGE 247/2012 E ART 2233 c.c. A DIFESA DEI COMPENSI DELL’AVVOCATO

– 20: MODIFICA LEGGE 247/ART. 22

– 21 e 22 (accorpate): AUMENTO COMPETENZE AVVOCATI E CONTRATTI COMPRAVENDITA

– 23: NEGOZIAZIONE ASSISTITA ESTESA ANCHE ALLA MATERIA LAVORO

– 24/37 e 49 (accorpate): ART. 420 CPP e ART. 153 CPC LEGITTIMO IMPEDIMENTO MALATTIA E MATERNITA’ E TUTELA INFANZIA

– 29: MOZIONE SULLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

– 30: ESAME DA PARTE DEI COA CIRCONDARIALI DEL BILANCIO CNF

– 32/50: MODIFICHE AL GRATUTO PATROCINIO, COMPENSAZIONE CREDITI AVVOCATI E MODALITA’ FATTURAZIONE

– 33: RICORSO PER GLI AVVOCATI ACCESSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

– 38: ACCESSO ALLA PROFESSIONE FORMAZIONE UNIVERSITARIA

– 40/41(accorpate): GRATUITO PAROCINIO: MODIFICA ART. 82 DPR 30/05/2012, ART.106-bis DPR 30/05/2012, ART. 130 DPR 30/05/2012 ed ART 12 DM 55/2014

–  43: ACCESSO ALLA PROFESSIONE ART. 2 L. 247/2012: ISCRIZIONI DI DIRITTO

– 47: INDENNIZZO DIRETTO: MODIFICA ART: 138/141/149 e 150 D.LGS 109/2005

– 51: SOCIETA’ PROFESSIONALI: PREVISIONE DI NON FALLIBILITA’, PREVISIONE CHE AMMINISTRATORI POSSANO ESSERE SOLO ISCRITTI ALLE PROFESSIONI REGOLAMENTATE ALBI O AGLI ORDINI, PREVISIONE DI BENEFICI FISCALI PER I PRIMI 5 ANNI

– 53: ISTIUTUZIONE SEZIONI SPECIALIZZATE PER LA FAMIGLIA

– 57: ACCESSO GIUSTIZIA e COSTI

– 59: DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE

– 61: SEZIONI SPECIALIZZATE FAMIGLIA

– 67: INCOMPATIBILITA’ DEL MEDIATORE AVVOCATO

– 69/75 (accorpate): SPECIALIZZAZIONI

– 73: OBBLIGO DI SOTTOSCRIZIONE POLIZZA INFORTUNI PREVISTO ART. 12 Legge 247/2012

– 74: SOCIETA’ MULTIDISCIPLINARI

– 76: COLLABORAZIONE PROFESSIONALE A CONTRATTO

– 79: PARAMETRI

– 81: INCENTIVI FISCALI E DETRAZIONI NELLE ADR

 

XXXI CONGRESSO BARI

– 2: RISERVA CONSULENZA ED ASSISTENZA PROFESSIONALE

– 9: ORDINAMENTO GIUDIZIARIO – RESPONSABILITA’ CIVILE MAGISTRATI

– 14: GIUSTIZIA TRIBUTARIA

– 15/29/46 (accorpate): ORDINAMENTO PROFESSIONALE

– 35: ORDINAMENTO PROFESSIONALE

– 18: ABROGAZIONE 348/bis e 348 ter cpc

– 19: INTRODUZIONE NUMERO CHIUSO FACOLTA’ GIURISPRUDENZA, RIFORMA ESAME ABILITAZIONE E AUTOMATICA ISCRIZIONE CASSA FORENSE

– 22: UTILIZZO SOMME CONTRIBUTI UNIFICATI, BOLLI INCASSATI e REGISTRAZIONI ATTI GIUDIZIARI SOLO PER IL SETTORE GIUSTIZIA E PREVENTIVA PUBBLICA INDICAZIONE E SPECIFICAZIONE DELLE SOMME PERCEPITE A TALE TITOLO

– 23: PREVIDENZA FORENSE: NATURA PRIVATA, AUTONOMIA FINANZIARIA: SALVAGUARDIA

– 24: LEGGE 27/2012 ASSICURAZIONI PRIVATE: MODIFICHE

– 25/42 (accorpate): ELIMINAZIONE CASI DI OBBLIGATORIETA’ DELLA MEDIAZIONE E/O REVISIONE DEI CRITERI

– …: RIFORMA LAUREA GIURISPRUDENZA

– 30: DEDUCIBILITA’ FISCALE SPESE DI DIFESA

– 31: FORMAZIONE CONGIUNTA AVVOCATI MAGISTRATI

– 32: PARTECIPAZIONE AVVOCATI ITER FORMATIVO LEGGI E REGOLAMENTI

– 8/34: PENE E SITUAZIONE CARCERARIA

– 37: PARI OPPORTUNITA’ e MODIFICA 420 ter CPP

– 38/43/7/33 (accorpate): INTERVENTI SULLA GIURISDIZIONE E SULLA TUTELA DEI DIRITTI, VALORIZZAZIONE RUOLO AVVOCATO NELLA DEFINIZIONE DEI CONFLITTI AL DI FUORI DELLA GIURSDIZIONE, DECRETI INGIUNTIVI AFFIDATI AGLI AVVOCATI E MODIFICA ARBITRATO

 

  • LE PROPOSTE EMENDATIVE DI OCF

L’Organismo per il tramite del proprio gruppo di lavoro ha predisposto e sostenuto, d’intesa col Consiglio Nazionale Forense e l’Unione Nazionale Camere Civili, alcune proposte emendative al testo del DDL di riforma del processo civile in corso di discussione avanti il Senato.

COMUNICATO OCIEFFE SU RIFORMA CRISI DI IMPRESA E INSOLVENZA

COMUNICATO STAMPA OCF

Roma, 14/03/2017 – Delega al Governo per la riforma delle discipline delle crisi d’impresa e dell’insolvenza. Dura critica dell’OCF : “Lede la professionalità e il diritto alla riservatezza degli avvocati”.

L’Organismo Congressuale Forense critica le modifiche introdotte dalla Camera dei Deputati al testo del disegno di legge “Delega al Governo per la riforma delle discipline delle crisi d’impresa e dell’insolvenza”, ritenute lesive della riservatezza e della professionalità degli avvocati.

Rispetto al testo licenziato dalla Commissione Giustizia è stata introdotta una importante novità che rappresenta – evidenzia l’avvocato Antonio Rosa, coordinatore dell’OCF – un ulteriore tentativo di sottrarre competenze professionali agli avvocati e di ridimensionare il ruolo e le funzioni degli Organismi di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento costituiti presso gli Ordini professionali”.

La procedura di allerta prevista dall’art. 4 del DDL, infatti, oltre a non essere più estesa alle società quotate e alle grandi imprese (così come qualificate nella Raccomandazione 2003/361/Ce), viene sottratta all’Organo di composizione della crisi di cui alla legge 3/2012 e affidata a un organismo da costituirsi presso le Camere di Commercio, cui è demandato l’onere di incaricare un collegio di esperti, nominati tra gli iscritti a un istituendo albo presso il Ministero di Giustizia (di cui all’art. 2 comma 1 lett. O del medesimo disegno di legge). Tale collegio dovrà essere composto da almeno tre esperti indicati uno dal presidente della sezione specializzata in materia d’impresa del tribunale competente, uno dalla camera di commercio e uno dalle associazioni di categoria.
Non solo. Ad essere considerata lesivo dei diritti dei professionisti anche l’art. 2 lett. e) del ddl nella parte in cui prevede che possa essere assoggettata al “procedimento di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza” ogni categoria di debitore, sia esso persona fisica o giuridica, ivi compreso il professionista.

Secondo questa previsione- sottolinea Rosa – il professionista, al pari del consumatore del debitore civile, può essere assoggettato alla procedura di stato di allerta, attivabile d’ufficio ad istanza di creditori qualificati tra cui Agenzia delle entrate, enti previdenziali ed agenti della riscossione delle imposte, a pena di inefficacia dei privilegi accordati. Chiediamo – conclude Rosa -di espungere i professionisti e in particolare gli avvocati da tale previsione, che rappresenta un vulnus ai principi di riservatezza, libertà, autonomia ed indipendenza sanciti dalla nostra legge professionale“.

OCIEFFE: ORDINE DEL GIORNO ASSEMBLEA 17 MARZO 2017

ODG OCIEFFE

Ordine del giorno #OCF 17-18 marzo 2017

1) Approvazione del verbale della seduta de110/11.02 .2017 (relatore Segretario);
2) Relazione del Tesoriere sull’esito dell’assemblea dei Presidenti sul bilancio e, subordinatamente all’approvazione del bilancio preventivo da parte dell’assemblea dei Presidenti, richiesta di erogazione di contribuzione al CNF; aggiornamenti su locazione Sede ed eventuali, determinazioni riguardanti gli arredi e le attrezzature;
3) Ddl lavoro Autonomo e ddl equo compenso: aggiornamento (relatore l’Avv. Fatano)
4) Ddl Processo Civile: aggiornamento e proposta di sostegno ad alcuni emendamenti (relatore avv. Paparo);
5) Ddl concorrenza: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro (relatore avv. Perrini);
6) DL 13/2017 sull’accentramento delle competenze territoriali e sull’abolizione del grado di appello (relatore: avv. Nardi): iniziative e proposte di modifica;
7) Proposta di legge CGIL sull’avvocato dipendente sans papier. costituzione di un gruppo di studio per elaborare una proposta legislativa da parte di OCF sull’avvocato che lavora in mono-committenza per altro avvocato (relatore: avv. Stanchi);
8) Ddl Turco sull’esenzione spese per recupero crediti professionisti (relatore: avv. Perrini)
9) Aggiornamenti sul ddl elezioni COA Falanga (relatore: avv. Perrini);
10) L’OCF incontra le Associazioni forensi maggiormente rappresentative e speciali-stiche: aggiornamento (relatore: il Coordinatore);
11) Gruppo di lavoro ADR: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro (relatore avv. Rovere)
12) Gruppo di lavoro sulla riforma dei Consigli Giudiziari: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro e proposta di testo legislativo (relatore: il Coordinatore);
13) Gruppo di lavoro su gratuito patrocinio: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro (relatore: avv. Martin);
14) Fissazione di un termine per i lavori dei restanti gruppi e sull’organizzazione dei lavori all’interno di ciascun gruppo (relatore Segretario);
15) Costituzione di tre nuovi gruppi di lavoro (uno sulla materia penale e sul processo penale, uno sulla materia tributaria ed uno sul processo amministrativo: (nomina coordinatori);
16) Liquidazione OUA; (a seguito di rinvio della discussione dall’assemblea dell’11.02.2017: argomento inserito ai sensi dell’art. 4, comma 4, del regolamento su richiesta dell’avv. Callegaro e riservata all’assemblea la decisione in ordine all’ammissibilità della trattazione);
17) Ruolo dell’OCF (argomento inserito ai sensi dell’art. 4, comma 4, del regolamento su richiesta dell’avv. Barbieri e riservata all’assemblea la decisione in ordine all’ammissibilità della trattazione – n.b. sul punto è stata richiesta la trattazione “riservata”);
18) Varie ed eventuali.

OCIEFFE: COMUNICATO DDL CONCORRENZA

 

#BANCHE E #ASSICURAZIONI TORNANO ALL’#ASSALTO DEI #DIRITTI DEI #CITTADINI

Il DDL Concorrenza ricompare al Senato con lo spettro della fiducia: su socio di capitale, preventivo obbligatorio e sugli stravolgimenti delle norme processuali in tema di RC auto permane la contrarietà dell’avvocatura
L’avvocatura segnala con preoccupazione la possibilità che l’apposizione della ennesima fiducia impedisca all’Aula del Senato di correggere tutte le criticità del DDL 2085 calendarizzato in aula all’inizio del mese di Marzo.

I) Sulle società di avvocati e sul socio di capitali La nuova formulazione dell’art. 53 sulle Società di avvocati:
Ferma la opportunità e la richiesta di riaprire la delega prevista all’art.5 legge 247/2012, per ripensare una società di avvocati che tenga conto della necessità di impedire l’ammissione del socio di capitale perché foriera di rischi di abuso monopolistico e speculativo occorre in ogni caso intervenire sull’art. 53 DDL Concorrenza apparendo infatti necessario evidenziare le criticità relative a

1. presenza nella compagine societaria di capitali di provenienza non opportuna o non verificabile,

2. pericolo di abuso monopolistico con il travaso orizzontale di clientele governate dalla forza di pressione del socio avente altrove posizione dominante (ad es. impedendo alla banca di spostare i soggetti suoi affidati e di cercare di controllarli anche nella gestione dei loro contenziosi),

3. assenza di opportuni filtri che impediscano al socio di capitale, presente nell’organo amministrativo, di attingere in difetto di vincoli e garanzie ad informazioni protette dal segreto professionale del difensore;

4. ingiustificata esternalizzazione di risorse lavorative dagli uffici legali dei potentati economici inflazionando ulteriormente il mercato dell’avvocatura a solo beneficio di parte datoriale che così trasformerebbe in terzista privo di garanzie l’attuale lavoratore subordinato,

5. necessità di tutelare l’autonomia della difesa garantendo l’indipendenza del ministero difensivo. Inibendo l’assunzione di incarichi defensionali a favore del socio di capitale o comunque a favore di soggetto allo stesso riconducibile,

E’ evidente come la previsione dell’odierno art. 53 comporti il rischio dell’assoggettamento dei professionisti operanti all’interno della nuova forma societaria ai “poteri economici forti”, con i conseguenti rischi di massificazione dell’attività professionale forense, nonché con potenziale o concreta moltiplicazione dei conflitti d’interesse palesi e occulti (si pensi alle potenziali scelte difensive in conflitto con la gestione economica del cliente di interesse della banca affidante); una scelta di tal fatta porterebbe alla generale costituzione di studi legali vincolati a potentati economici in grado di sovvertire, solo con l’apporto della “moral suasion” della loro forza esterna alla professione, anche le stesse leggi del mercato. Un tale esito sarebbe, peraltro, del tutto avulso dalla valorizzazione della reale capacità del professionista e da ogni rapporto fiduciario, fattori entrambi pronti a divenire minoritari nella scelta dell’avvocato rispetto alla necessità che lo stesso sia affiliato al centro di potere economico in grado di influenzare la volontà del cliente. L’assenza di misure di protezione dall’abuso monopolistico porterebbe alla proiezione nel futuro prossimo di studi legali di siffatta composizione societaria, dando così apertura al formarsi di potentati economici – sostenuti ad esempio dalla forza del capitale dei grandi gruppi bancari e/o assicurativi – anche nella realtà professionale forense, con evidente alterazione del libero ed indipendente confronto processuale in sfavore della garanzia del diritto ad un effettivo accesso alla Giustizia. con l’effetto perverso di alterare l’equilibrio
del mercato in danno della libera concorrenza. Questa è la posizione ufficiale dell’avvocatura italiana che sul punto ha conformemente deliberato nel recente Congresso nazionale forense di Rimini.

Il) Sull’obbligo di preventivazione scritta di attività che verranno rese attuali e decise solo in futuro ed a mani di un soggetto terzo, L’art.53 lettera d) abroga le parole “a richiesta” dal V comma dell’articolo 13 della legge professionale con l’effetto di rendere “obbligatorio” il rilascio del “preventivo” :

5. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico; a richiesta e ‘altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l’incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale.
Premesso che vige già l’obbligo di “preventivazione” a richiesta del cliente, la previsione generalizzata di un tale obbligo, in ipotesi gratuito, riguarda evidentemente una preventivazione scritta di attività che verranno rese attuali e decise solo in futuro anche in dipendenza di decisioni di un soggetto terzo. L’attività forense, in particolar modo quella processuale, è vincolata anche alle scelte future del magistrato e delle controparti ed in via anticipata può vedere solo previsioni necessariamente approssimative e del tutto ipotetiche. La norma come modificata non apporterà alcun beneficio a favore del cliente che certamente nulla potrà opporre a fronte di preventivi difformi, tanto in eccesso che in difetto, rispetto al consuntivo. E’ ovvio che nella fase preliminare all’incarico possono solo essere valutate le attività da svolgersi con le conoscenze che si hanno in quel momento, senza prendere piena cognizione della vicenda e senza conoscere le scelte avversarie o dell’Ufficio. Ovviamente, per analoghe ragioni, non sono ipotizzabili ragionevolmente ipotesi conciliative che anticipino la definizione del contenzioso. Inoltre in una perversa eterogenesi dei fini, a prescindere da quasi certe incomprensioni tra avvocato e cliente generate dalle fisiologiche discrepanze tra gli importi preventivati e quelli di cui al “consuntivo”, per evidenti questioni di asimmetria informativa la preventivazione obbligatoria non tutela la parte debole, sia essa l’avvocato nei confronti del cliente contraente “forte” sia nel caso opposto reso ancor più attuale dalle iniziative legislative in tema di equo compenso.

III) Norme in materia di RC auto. La decadenza dalla prova testimoniale “addotta” per il caso di mancata “identificazione” dei testimoni nel primo “atto utile”, o nella “richiesta danni”. III)a Si è introdotto, in evidente contrasto col CPC, un curioso “rito processuale assicurativo”, cadenzato da preclusioni incostituzionali a carico solo dei danneggiati che intendono agire in giudizio nei confronti delle imprese assicurative. Nessuna preclusione è prevista per le imprese. La norma inoltre crea una “trappola” per i danneggiati che, privi di informazioni specifiche e di assistenza tecnica, in sede di denuncia di sinistro fatta magari telefonicamente o davanti a personale amministrativo di agenzia, non provvedano a indicare “eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente”, decadendo così dal diritto previsto dal codice di procedura civile di indicare i testimoni nei termini di legge. La norma, che pone limitazioni a carico di una sola delle parti e solo in relazione alla materia dei sinistri stradali, è in contrasto con le previsioni del CPC oltre che con gli articoli 111 e col 24 della Costituzione. La modifica peggiorativa apportata al Senato, impedendo poi di indicare i testi in sede di negoziazione assistita (che si svolge con la necessaria assistenza legale), è dunque particolarmente grave oltre che inutile poiché la attendibilità dei testi “recidivi “ è ovviamente demandata al giudice al quale le parti possono ovviamente rivolgersi anche in relazione a quanto contenuto in altra parte del DDL. Appare pertanto opportuno abolire tale previsione o quantomeno ripristinare la clausola di salvaguardia di cui al testo previgente licenziato dalla Camera All’art 6 n. 3 bis ultimo capoverso è aggiunto il seguente periodo “In ogni caso è comunque fatta salva la facoltà di indicare i testi in sede di negoziazione assistita”

III)b E’ stata pure introdotta un’inedita improcedibilità della domanda per “sospetto” di frode, sulla base di autonome valutazioni discrezionali dell’assicuratore. Vale a dire che è stato dato potere all’assicuratore, una parte privata senza rilievo pubblicistico, di impedire al danneggiato di agire in giudizio per ulteriori sessanta giorni in aggiunta all’ordinario spatium deliberandi già previsto dalle norme generali (art. 145 CDA). Ora, abolito il controllo dell’Ivass, si impedisce addirittura l’esercizio di una facoltà costituzionalmente garantita (art.24 Cost.) favorendo atteggiamenti dilatori. Sul punto appare opportuno modificare il testo dell’art. 6 ripristinando il testo previgente All’art. 10 il n. 2 è sostituito dal seguente: « 2. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. In tal caso prima dello spirare del termine ordinario di procedibilità di cui al 145 l’impresa è tenuta a comunicare al danneggiato e all’ IVASS le ragioni invocate in relazione ai parametri di significatività applicabili per motivare la eccepita improcedibilità. Qualora le stesse non siano ritenute sufficienti, l’Ivass comunica, senza ritardo, al danneggiato e all’impresa l’interruzione del periodo di improcedibilità e procede ad applicare le sanzioni di legge all’impresa per il ritardo nella formulazione di offerta. In ogni caso rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia e di conoscere gli elementi fattuali in relazione ai quali gli viene eccepita la temporanea improponibilità della domanda.”». L’avvocatura chiede quindi al Senato, al Ministro dello Sviluppo economico e al Ministro della Giustizia un’assunzione di responsabilità per risolvere queste criticità che nulla hanno a che vedere con la concorrenza ma che, al contrario, impattano negativamente sui diritti delle persone.

Il Coordinatore dell’OCF
Avv. Antonio F. Rosa》

OCIEFFE: Assemblea 17 marzo 2017

#ORGANISMO #CONGRESSUALE #FORENSE: ASSEMBLEA DEI COMPONENTI DEL 17 E 18 MARZO

Nell’assemblea dei componenti di OCF fissata per i prossimi 17 e 18 marzo saranno trattati anche i seguenti #temi:
✔Ddl lavoro Autonomo e ddl equo compenso
✔Ddl Processo Civile: proposta di sostegno ad alcuni emendamenti
✔Ddl concorrenza: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro
✔DL 13/2017 sull’accentramento delle competenze territoriali e sull’abolizione del grado di appello iniziative e proposte di modifica;
✔Proposta di legge CGIL sull’avvocato dipendente sans papier: costituzione di un gruppo di studio per elaborare una proposta legislativa da parte di OCF sull’avvocato che lavora in mono-committenza per altro avvocato
✔Ddl Turco sull’esenzione spese per recupero crediti professionisti
✔Gruppo di lavoro ADR: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro
✔Gruppo di lavoro sulla riforma dei Consigli Giudiziari: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro e proposta di testo legislativo
✔ Gruppo di lavoro su gratuito patrocinio: aggiornamento del coordinatore del gruppo di lavoro
✔Relazione del Coordinatore sull’incontro con le Associazioni forensi maggiormente rappresentative e specialistiche
✔Liquidazione OUA ( riservata all’assemblea la decisione dell’ammissibilità del relativo punto all’ordine del giorno)
✔ Ruolo dell’OCF ( riservata all’assemblea la decisione dell’ammissibilità del relativo punto all’ordine del giorno con richiesta di “trattazione” riservata)