OCIEFFE: una riflessione su Autorità Garante

Una riflessione su Autorità Garante

Non abbiamo ancora assorbito l’oltraggio proposto contro il processo civile che quasi in contemporanea ha levato la sua voce l’Autorità Garante per la concorrenza contro le professioni.
Sono bastate due sole parole “equo compenso” per risvegliare la novella Santa Inquisizione dell’Antitrust che ha lanciato i suoi strali dichiarando senza mezzi termini che, con l’introduzione del principio per cui il professionista ha diritto a percepire un equo compenso, sarebbe sottratta alla libera contrattazione la determinazione del compenso dei professionisti (ancorché solo con riferimento a determinate categorie di clienti), e sarebbero gli ultimi arrivati sul mercato delle professioni a “essere pregiudicati dalla reintroduzione di tariffe minime” perché “vedrebbero drasticamente compromesse le opportunità di farsi conoscere sul mercato e di competere con i colleghi affermati”. Allo stesso tempo, “la reintroduzione di prezzi minimi cui si perverrebbe attraverso la previsione ex lege del principio dell’equo compenso, secondo l’Autorità Garante, finirebbe per limitare confronti concorrenziali tra gli appartenenti alla medesima categoria, piuttosto che tutelare interessi della collettività”.
Sorgono spontanee due domande:
1) ma l’Autorità ha letto la normativa?
2) l‘Autorità conosce le sentenze in materia della Corte di Giustizia Europea?

Dalle considerazioni fatte sembrerebbe proprio di no.
Forse vale la pena di ricordare che la proposta del Governo si limita ad affermare il principio del diritto a un equo compenso introducendo per il contraente debole (guarda caso il professionista) la previsione di vessatorietà per alcune clausole, tra cui quella del diritto ai percepire un compenso equo, senza ripristinare alcun minimo tariffario (anzi, per certi versi, vanificando la stessa affermazione del principio prevedendo una ampia negoziabilità delle clausole vessatorie); l’Autorità Garante dimentica poi che più volte la Corte di giustizia Europea ha sancito la legittimità dell’introduzione dei minimi tariffari, se determinati da un provvedimento legislativo e non lasciati alla determinazione degli operatori. Peraltro sfugge del tutto all’Autorità garante che i parametri ministeriali non introducono alcun minimo tariffario ma lasciano al giudice la quantificazione del giusto compenso in relazione all’attività svolta, ponendo solo dei valori medi da cui partire.

Circa il danno che si farebbe con l’introduzione di questo principio cd. newcomer ci domandiamo quali siano gli “ultimi arrivati” che siano in grado di opporsi a una contrattazione che imponga di anticipare le spese della controversia, di rinunciare al rimborso delle spese, sopportare il costo di termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla data della fattura, vedersi riconosciuto il minor importo pattuito in caso di maggiore liquidazione delle spese di lite. Forse le società di capitali che si affacciano nel mercato legale, non certo i giovani Avvocati (non a caso l’AiGA ha dichiarato che la normativa risulta, al di là del lodevole principio, del tutto irrilevante per i giovani Colleghi).

Antonio Rosa

OCIEFFE: comunicato stampa 27.11.2017

#OCF: nota stampa del Coordinatore Avv. #AntonioRosa

《Voglio ringraziare le istituzioni (COA , Unioni e CNF) e associazioni forensi (ANF, UNIONE CAMERE CIVILI, MOVIMENTOFORENSE) che ci hanno affiancato in questa battaglia fatta nell’interesse dei nostri clienti e della giustizia.
Ma sopratutto un grazie a tutti i Colleghi che hanno risposto positivamente all’appello facendo sentire la loro voce al Senato.
Credo che la reazione compatta ed unita sia stato un grande momento per l’Avvocatura tutta che si è così riscattata dalle divisioni e ritrovata unità nella difesa dei diritti.
Grazie di cuore a tutti per questa prova tutt’altro che facile.

Così in una nota il coordinatore dell’Organismo congressuale Forense, Antonio Rosa, dopo la bocciatura dell’emendamento “taglia tempi” che avrebbe esteso l’applicazione del rito sommario a tutte le cause in capo al giudice monocratico.

“Credo che la reazione compatta contro questo emendamento – conclude Rosa – sia stato un grande momento per l’Avvocatura tutta che si è riscattata dalle divisioni e ritrovata unita nella difesa dei diritti”.

OCIEFFE: comunicato stampa 18.11.2017

NOTA STAMPA OCF
Roma, 18 novembre 2017. L’OCF indice per il 16 febbraio prossimo la “giornata della dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocarura e della salvaguardia delle tutele: parliamone prima”
Equo compenso; contributo e convenzione con il CNF; valutazioni sull’impatto delle recenti riforme sulla condizione dell’Avvocatura e sulle iniziative da intraprendere; ampliamento dei temi congressuali. Su questo ha deliberato l’Assemblea dell’Organismo Congressuale Forense riunita a Roma, ieri e oggi.
In particolare la delibera approvata in materia di equo compenso stabilisce che, di concerto con il CNF, si avvii un’azione politica per rivedere l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta e per far sì che, inoltre, il relativo termine di decadenza decorra dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula.
Relativamente all’erogazione del contributo che il CNF dovrebbe versare all’OCF, l’Assemblea ha deliberato di chiedere al Consiglio di pronunciarsi formalmente entro la fine di novembre sulla sua volontà di considerare le spese del Congresso e quelle di OCF come funzionali alla realizzazione delle sue competenze istituzionali. In caso contrario e al fine di superare il clima di incertezza relativo al tema che ad oggi ha impedito all’OCF, a un anno dalla sua formale costituzione, di espletare pienamente le proprie funzioni, l’Ufficio di Coordinamento ha avuto mandato di chiedere la convocazione di una immediata sessione ulteriore del Congresso per rendere chiare le regole che riguardano l’erogazione del contributo.
È stato deliberato inoltre, nella due giorni romana, di ampliare i temi del prossimo Congresso in programma a Catania a ottobre 2018 includendone alcuni oparticolarmente sentiti dall’Avvocatura tra cui la difesa della “giurisdizione e del ruolo dell’avvocato nel processo” e il rispetto e piena attuazione dell’art. 5 della Costituzione per contrastare le tendenze di accentramento in materia di geografia giudiziaria.
Indetta, infine, per il 16 febbraio prossimo “la giornata della dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocatura e della salvaguardia delle tutele: parliamone prima” che si terrà presso i Consigli degli Ordini distrettuali per manifestare a salvaguardia della professione forense quale strumento di composizione delle distorsioni sociali e del mercato; per la irrinuciabilità della tutela giudiziaria dei diritti; per l’autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura e il diritto alla giusta remunerazione della prestazione professionale.
Grande apprezzamento è stato espresso dai presidenti degli Ordini per l’invito di OCF a un confronto che si è auspicato continui nel tempo e sia costante e frequente nell’interesse dell’Avvocatura, nella convinzione che solo da un sano confronto possa nascere una azione efficace e ampiamente condivisa a tutela della professione forense.

OCIEFFE: delibera 17.11.2017 su contributo e convenzione CNF

OCIEFFE

L’Assemblea dell’OCF, riunita nella seduta del 17.11.2017 in Roma,

Sul secondo punto all’o.d.g. relativo a:

2) Relazione su contributo e convenzione con CNF – (Segretario);

Considerato che il Congresso Forense e l’Organismo Congressuale che ne attua i deliberati sono organi essenziali del governo dell’Avvocatura in quanto previsti dalla disciplina primaria di cui all’art. 39 legge n. 247/2012;

Vista la propria deliberazione in data odierna con cui è stato approvato il bilancio preventivo dell’Organismo per l’anno 2018;

Visto l’art. 7, 1° co., dello Statuto Congressuale Forense che, in tema della dotazione finanziaria dell’OCF, prescrive che: “I costi per l’organizzazione e la celebrazione del Congresso, al netto dei ricavi, e quelli per il funzionamento di OCF sono sostenuti dal Consiglio Nazionale Forense che li apposta nel proprio bilancio, tenendo contabilità e rendicontazioni separate, e li eroga all’OCF entro i trenta giorni successivi all’approvazione dei bilanci di cui al successivo comma 4”;

Considerato che il Consiglio Nazionale Forense sull’applicabilità di tale norma, in ragione di contrari pareri emessi dal proprio Collegio dei Revisori dei Conti, ha formulato dubbi in merito alla possibilità di includere il contributo di OCF (e, de relato, le spese di organizzazione e funzionamento del Congresso) nella quota obbligatoria di cui all’art. 35 legge n. 247/2012;

Considerato che, in ragione di tali dubbi, la norma statutaria sopra richiamata è rimasta inattuata per l’anno 2017, per il quale il CNF non ha incluso le spese di funzionamento di OCF nel contributo obbligatorio di cui sopra ed ha risolto la questione della dotazione finanziaria dell’Organismo attraverso l’apertura nel proprio bilancio di una “partita di giro” alimentata da meri contributi volontari da parte dei COA;

Vista la propria deliberazione del 10.06.2017 con cui ha invitato il CNF ad assumere i deliberati di propria competenza in merito all’attuazione della disciplina statutaria in oggetto;

Visto il parere emesso dai consulenti congiuntamente nominati, Prof. Avv. Alfonso Celotto e Dott. Davide Di Russo;

Considerato che, in conformità al parere reso dai consulenti come sopra, l’Ufficio di Coordinamento dell’OCF in data 23.10.2017 ha immediatamente trasmesso al CNF una bozza di convenzione atta a regolare l’appostamento, la riscossione e l’erogazione del contributo, anche in relazione alle anticipazioni necessarie al fine di superare le asimmetrie temporali che l’attuale disciplina innesca;

Preso atto che a tutt’oggi il Consiglio Nazionale Forense non ha adottato alcuna determinazione in merito alla saliente disciplina dello Statuto Congressuale, né in linea generale in tema di attuabilità del meccanismo previsto dall’art. 7 dello Statuto né in particolare con riferimento alle problematiche inerenti alle asimmetrie temporali che derivano dall’inclusione del contributo in una posta delle “partite di giro”;

Atteso che una formale presa di posizione è comunque necessaria in via di assoluta urgenza, in ogni caso e anche laddove il CNF non dovesse ritenere di aderire alle conclusioni rese nel parere di cui sopra e non considerasse le spese di organizzazione e celebrazione del Congresso e quelle di funzionamento dell’OCF come funzionali alla realizzazione delle proprie competenze istituzionali, ciò al fine di permettere l’attivazione di eventuali rimedi alternativi, ivi inclusa la convocazione di una sessione ulteriore del Congresso così da risolvere diversamente le insorte problematiche e da permettere comunque all’Organismo di svolgere la propria insopprimibile funzione;

Rileva

che il parere reso dai consulenti congiuntamente nominati ha confermato la legittimità della disciplina statutaria, previo un suo corretto inquadramento nella gerarchia delle fonti, ribadendo che le somme per il funzionamento dell’OCF (e, de relato, quelle per l’organizzazione e la celebrazione del Congresso) possono legittimamente essere inserite, sia pure in poste evidenziata in modo distinto ai fini contabili, nella quota obbligatoria;

che ciò è possibile in quanto il CNF “[…] è senz’altro dotato, nella propria autonomia e discrezionalità, della possibilità di ritenere, con apposita delibera in coerenza con le proprie linee programmatiche – che il Congresso Nazionale Forense e/o l’OCF sono funzionali alla realizzazione delle competenze come indicate dall’art. 35 della legge n. 247/2012; e quindi di considerare le relative spese come una sezione delle spese di gestione di cui all’art. 35, co.2”;

che tale prospettazione trova piena giustificazione nei rapporti tra CNF e Congresso/OCF come regolati dall’art. 39 legge n. 247/2012 e che, infine, su tali premesse il parere conclude nel senso che “[…] appare senz’altro conseguente oltre che legittimo che il CNF identifichi tra le proprie linee strategiche obiettivi perseguibili per il tramite dell’OCF e, quindi, di riflesso, venga a considerare le spese di funzionamento dell’OCF come incluse, a pieno titolo, tra le spese per la propria gestione”;

Che il rapporto di collegamento funzionale tra il sistema di rappresentanza politica dato da Congresso/OCF e quello di rappresentanza istituzionale dato dal CNF non può essere inteso in termini di strumentalità del primo rispetto al secondo, ma va assunto quale rapporto di collegamento funzionale generale, anche in relazione al fatto che il CNF, stanti le funzioni di autodichia e regolamentari demandategli dall’Ordinamento Forense, non può svolgere quelle funzioni di rappresentanza politica che lo stesso Ordinamento Forense demanda invece agli indirizzi del Congresso ed all’attuazione da parte dell’Organismo che lo rappresenta, nei termini della medesima autonomia e discrezionalità;

Che tale collegamento funzionale trova invece adeguata e corretta composizione attraverso il canone posto all’Organismo, dall’art. 6, 2° co., lett. c) dello Statuto, del concerto istituzionale con il CNF (oltre che con la Cassa Forense), concerto al quale l’OCF si è attenuto ed intende attenersi “[…] nel rispetto delle prerogative delle funzioni di rappresentanza istituzionale a livello nazionale di cui all’art. 35 della legge professionale”, in regime di reciprocità e di reciproco rispetto;

Che, premesso che le relative somme vanno appostate in contabilità separata nelle spese per conto terzi in partita di giro, ad analoghe conclusioni il collegio di consulenti è pervenuto riguardo alla possibilità che il CNF, sempre previa assunzione di conforme delibera, stipuli con l’OCF una convenzione atta a disciplinare e consentire l’erogazione di anticipazioni al fine di evitare il blocco dell’attività dell’OCF, che deriverebbe ineluttabilmente dalle asimmetrie temporali che il meccanismo statutario innesca;

Che l’Organismo Congressuale Forense, a distanza di oltre un anno dall’approvazione dello Statuto Congressuale e dalla sua stessa costituzione, essendo tutt’ora totalmente privo di risorse economiche certe in termini di competenza, non può assumere alcun impegno economico, non ha sede né personale né mezzi ed ha assicurato la propria attività solo grazie all’anticipazione delle spese da parte dei suoi componenti;

Che, in aggiunta a quanto sopra, la situazione di empasse che si è venuta a determinare in assenza di alcuna determinazione da parte del CNF in merito a tale problematica pone a rischio anche la corretta articolazione del meccanismo di organizzazione e celebrazione del XXXIV Congresso Nazionale Forense, le cui spese soggiacciono alla medesima disciplina;

Delibera

Di esprimere profondo rammarico per la situazione che si è venuta a determinare.

Di richiedere al CNF di esprimersi in termini di assoluta priorità ed urgenza e con formale deliberazione in merito alla volontà di considerare le spese di organizzazione e celebrazione del Congresso e quelle per il funzionamento dell’OCF come necessarie alla realizzazione delle sue competenze istituzionali da includere, come tali, a pieno titolo tra le spese per la sua gestione in partita di giro, così da poter provvedere alla pronta erogazione delle risorse.

Di richiedere, altresì, al CNF, in caso di valutazione positiva di quanto richiesto al punto 2) della presente deliberazione, di approvare con la medesima delibera la bozza di convenzione atta a regolare, in partita di giro, il meccanismo statutario di appostamento, riscossione ed erogazione del contributo.

Per il caso in cui tale deliberazione non intervenga entro il corrente mese di novembre, dà mandato all’Ufficio di Coordinamento di richiedere la convocazione di una immediata sessione ulteriore del Congresso affinché provveda alle conseguenti urgenti deliberazioni di sua competenza.

Ribadisce in ogni caso la propria volontà, statutariamente sancita, di attenersi in modo prioritario al canone del concerto istituzionale.

Il Segretario                                         Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico           Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: delibera 17.11.2017 su equo compenso

OCIEFFE

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. N. 4.A. RELATIVO A 4.A. “AGGIORNAMENTO UFFICIO DI COORDINAMENTO SU DDL EQUO COMPENSO
(RELATORE IL COORDINATORE)

– Visto il testo della disciplina del cd. “equo compenso” come inserito all’art. 19-bis del Decreto
Fiscale 2018;

– Vista, in tema, la persistente vigenza della delibera assunta dal XXXII Congresso Nazionale Forense (mozione politica nr. 9 – Venezia), che poneva precisi indirizzi in materia di compenso delle prestazioni forensi;

CONSIDERATO

  • Che l’introduzione di una disciplina volta a riconoscere all’Avvocato un compenso “sostanzialmente equo” costituisce un presupposto fondamentale ed irrinunciabile al fine di garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura e, con essa, la qualità dell’attività forense;
  • Che, con l’emendamento con cui la disciplina è stata infine inserita nel decreto fiscale, è stato accolto l’invito ad estendere la portata di applicabilità dell’istituto ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni;
  • Che restano ancora irrisolte le problematiche in merito alla eccessivamente ampia negoziabilità delle clausole vessatorie ed al decorso del termine decadenziale collegato alla stipula della convenzione anziché alla cessazione della stessa;
  • Che la disciplina così come formulata in concreto anziché tutelare l’Avvocatura contraddice il principio generale e rende legittima la posizione dominante dei committenti forti;

CONDIVIDE

il principio, affermato in linea generale con il Decreto Fiscale 2018 in corso di approvazione, circa il fatto che l’attività forense debba avere una remunerazione “equa” ed esprime apprezzamento per il pur parziale recepimento delle richieste dell’Organismo in merito alla estensione dell’ambitonapplicativo della disciplina ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni

RITIENE NECESSARIO

che, di concerto con il Consiglio Nazionale Forense, si avvii comunque senza indugio una concreta azione politica, volta a rivedere le norme che oggi prevedono l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta ed inderogabilità, e facciano decorrere il termine decadenziale dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula, ciò al fine rendere l’applicazione del principio più efficace e conforme alla sua stessa enunciazione.

Il Segretario                                            Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico              Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: delibera del 18.11.2017 con proclamazione dello stato di agitazione

OCIEFFE

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. RELATIVO A:
5) VALUTAZIONI SULL’IMPATTO DELLE RECENTI RIFORME SULLA CONDIZIONE DELL’AVVOCATURA ED INIZIATIVE DA INTRAPRENDERE (RELATORE IL SEGRETARIO)

UDITA la relazione del Componente Segretario Avv. Giovanni Malinconico, con riferimento alle modifiche normative intervenute in corso di anno in merito alla disciplina professionale ed alla nuova regolamentazione dei riti, sia civili che penali

DOPO AMPIO DIBATTITO

– CONSIDERATO che è invalsa da parte del legislatore la tendenza a dare prevalenza a riti “sommari” che mortificano il ruolo sociale della difesa delle parti e delle tutele, beni rispetto ai quali l’Avvocatura svolge un ruolo primario e costituzionalmente garantito;
– CONSIDERATO ancora che, in tale linea involutiva dell’ordinamento, il legislatore ha altresì dato corso in diverse materie alla concentrazione in pochi uffici giudiziari di grandi dimensioni della
competenza a trattare affari di rilevante impatto sociale in merito agli ambiti territoriali di riferimento, come ad esempio in materia fallimentare e di diritto di famiglia, tendenza che costituisce un significativo ed ingiustificato aggravio per le esigenze dei cittadini, con grave incisione delle aspettative di tutela dei diritti, in particolare con riferimento ai ceti più deboli e disagiati;
– RILEVATO che l’Avvocatura italiana vive un momento di rilevante disagio economico e che la sua indipendenza ed autonomia sono state gravemente incise dalla disciplina che, pur conservando il rilievo costituzionale e sociale del diritto di difesa e pur imponendo agli Avvocati significativi e condivisibili obblighi in tema di qualificazione professionale e di condotta, ha abolito l’obbligatorietà di minimi tariffari atti a garantire la qualità della prestazione professionale, abolizione che peraltro contrasta con il diverso e più favorevole orientamento espresso dalle istituzioni comunitarie;
– RILEVATO ancora che l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura sono state messe ulteriormente a rischio dalla formulazione dell’art. 4-bis della legge n. 247/2012 come introdotto dall’art. 141 della legge n. 124/2017 (cd. “legge concorrenza”) che disciplina la possibilità che alle società professionali che svolgono attività forense possano partecipare soci di
mero capitale, in percentuale e con modalità che non offrono garanzie in merito all’autonomia nello svolgimento della difesa giudiziale ed alla parità delle parti nel processo;
– TENUTO CONTO a tal riguardo che l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura sono per di più messe a rischio anche nella materia penale dalla disciplina che, consentendo l’ascolto dei colloqui tra avvocati ed assistiti, lede il rapporto di segretezza delle conversazioni tra difensore
ed imputati, la parità delle parti nel processo e il diritto di difesa costituzionalmente garantito, e considerato che le riforme in itinere in materia non risolvono il grave problema denunciato
dall’Avvocatura;
– PRESO ATTO che, ad ulteriore mortificazione della dignità dell’Avvocatura, sono stati imposti agli Avvocati oneri, quali la dotazione di sistemi di pagamento a mezzo POS, che determinano
costi che vanno a gravare in modo del tutto ingiustificato su una condizione generale di gravissimo disagio del ceto forense;
– RILEVATO che l’autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura costituiscono valori irrinunciabili della civiltà giuridica del nostro paese, come per di più sanciti nella Costituzione, e che le riforme recentemente assunte e quelle in itinere , unite alle gravi inefficienze che affliggono ormai
da decenni il sistema giudiziario italiano, costituiscono un grave arretramento delle tutele in particolare per i ceti meno abbienti;
– CONSIDERATO, infine, che riguardo alle problematiche sopra esposte, l’Organismo Congressuale
Forense intende attuare e dare massimo risalto ai salienti deliberati Congressuali, in
adempimento al proprio mandato statutario;
DELIBERA
1) Di proclamare lo stato di agitazione dell’Avvocatura;
2) Di dare mandato all’Ufficio di Coordinamento al fine dell’indizione per il giorno 16.02.2018 di una manifestazione nazionale intitolata “GIORNATA DELLA DIGNITÀ E DELL’ORGOGLIO
DELL’AVVOCATURA E DELLA SALVAGUARDIA DELLE TUTELE – PARLIAMONE PRIMA”, da tenersi
in assemblee, aperte alla cittadinanza, organizzate presso i COA Distrettuali, con la partecipazione di tutte le componenti istituzionali ed associative dell’Avvocatura e con la partecipazione dei rispettivi componenti dell’OCF e Delegati Congressuali;
3) Di invitare formalmente a tali assemblee i Dirigenti degli Uffici Giudiziari ed i rappresentanti dell’ANM di riferimento, i parlamentari nazionali e regionali e gli esponenti politici dei territori di riferimento, nonché i rappresenti dei ceti imprenditoriali, dei lavoratori e dei consumatori, al fine di informare la comunità nazionale delle implicazioni dello stato di cose sopra denunciato e rivendicare i seguenti irrinunciabili valori
a- la salvaguardia della professione forense quale strumento di composizione delle distorsioni sociali e del mercato;
b- la irrinunciabilità della tutela giudiziaria dei diritti, anche con la conservazione della giustizia di prossimità;
c- l’;autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura
d- il diritto ad una “giusta” remunerazione della prestazione professionale
4) Di dare mandato all’Ufficio di Coordinamento di procedere alla proclamazione per lo stesso giorno 16.02.2018 di una giornata di astensione, da tenersi in conformità al codice di autoregolamentazione, al fine di permettere la più ampia partecipazione degli iscritti alla manifestazione;
5) Di dare mandato all’Ufficio di Coordinamento affinché dia attuazione al presente deliberato e di tenere costantemente aggiornati i componenti, con gli ordinari mezzi telematici, degli esiti delle attività di concertazione e di organizzazione;
6) Di costituire il Comitato Organizzatore della manifestazione con la partecipazione dei Componenti Avv.ti Bevilacqua , Callegaro, Di Tosto, Stefanì, Tedeschi e Vaglio, che, d’intesa con i Gruppi di Lavoro, elabori le proposte progettuali da sottoporre all’Assemblea e portare ai contenuti della manifestazione.
7) Di dare infine mandato all’Ufficio di Coordinamento al fine delle comunicazioni di rito in merito all’astensione da proclamarsi come sopra.
Il Segretario                                  Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico    Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: delibera del 18.11.2017 con richiesta di inserimento di nuovi temi per il congresso

OCIEFFE

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. N. 6.

RELATIVO A “6) XXXIV CONGRESSO NAZIONALE FORENSE: RICHIESTA AL COMITATO ORGANIZZATORE DI INSERIMENTO DI NUOVI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO (COORDINATORE)”

CONSIDERATO

– che appare necessario convocare quanto prima il Comitato organizzatore del XXXIV Congresso Nazionale Forense per fissare i punti all’odg dello stesso;
– che al riguardo sono stati già individuati temi sui quali sono stati altresì costituiti presso il Consiglio Nazionale Forense tavoli di lavoro composti con la partecipazione anche quali dell’Organismo tramite i suoi Componenti;

RITIENE OPPORTUNO E NECESSARIO

che il prossimo Congresso tratti, oltre a quelli già ipotizzati, i seguenti argomenti:
1) Difesa della “giurisdizione e del ruolo dell’avvocato nel processo”;
2) Rispetto e piena attuazione dell’art. 5 della Costituzione in relazione alle tendenze di accentramento in materia di geografia giudiziaria;
3) Disciplina con norma di rango primario del rapporto tra titolare dello studio e avvocato in regime di mono-committenza;
4) intervento normativo riguardo alle società di capitali tra avvocati, per rimuovere gli ostacoli civilistici, fiscali e previdenziali ed adeguarle ai principi di tutela dell’indipendenza dell’Avvocatura;
5) Richieste di modifiche alla legge n. 247 del 31.12.2012;
6) Separazione delle carriere tra Magistratura Requirente e Magistratura Giudicante quale attuazione dell’art. 111 Cost.;
7) Eventuale adeguamento dello Statuto Congressuale;;

IMPEGNA

l’Ufficio di Coordinamento, anche mediante la costituzione di gruppi di lavoro in concerto con le istituzioni e le associazioni forensi a predisporre delle proposte di deliberati da sottoporre ai Delegati Congressuali

Il Segretario                                          Il Coordinatore
Avv. Giovanni Malinconico            Avv. Antonio F. Rosa

OCIEFFE: assemblea 17 – 18 novembre 2017

Comunicato OCF

Equo compenso; contributo e convenzione con il CNF; valutazioni sull’impatto delle recenti riforme sulla condizione dell’Avvocatura e sulle iniziative da intraprendere; ampliamento dei temi congressuali. Su questo ha deliberato l’Assemblea dell’Organismo Congressuale Forense riunita a Roma, ieri e oggi.

In particolare la delibera approvata in materia di equo compenso stabilisce che, di concerto con il CNF, si avvii un’azione politica per rivedere l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta e per far sì che, inoltre, il relativo termine di decadenza decorra dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula.

Relativamente all’erogazione del contributo che il CNF dovrebbe versare all’OCF, l’Assemblea ha deliberato di chiedere al Consiglio di pronunciarsi formalmente entro la fine di novembre sulla sua volontà di considerare le spese del Congresso e quelle di OCF come funzionali alla realizzazione delle sue competenze istituzionali. In caso contrario e al fine di superare il clima di incertezza relativo al tema che ad oggi ha impedito all’OCF, a un anno dalla sua formale costituzione, di espletare pienamente le proprie funzioni, l’Ufficio di Coordinamento ha avuto mandato di chiedere la convocazione di una immediata sessione ulteriore del Congresso per rendere chiare le regole che riguardano l’erogazione del contributo.

È stato deliberato inoltre di ampliare i temi del prossimo Congresso in programma a Catania a ottobre 2018 includendone alcuni particolarmente sentiti dall’Avvocatura tra cui la difesa della “giurisdizione e del ruolo dell’avvocato nel processo” e il rispetto e piena attuazione dell’art. 5 della Costituzione per contrastare le tendenze di accentramento in materia di geografia giudiziaria.

Indetta, infine, per il 16 febbraio prossimo “la giornata della dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocatura e della salvaguardia delle tutele: parliamone prima” che si terrà presso i Consigli degli Ordini distrettuali per manifestare a salvaguardia della professione forense quale strumento di composizione delle distorsioni sociali e del mercato; per la irrinunciabilità della tutela giudiziaria dei diritti; per l’autonomia e l’indipendenza dell’Avvocatura e il diritto alla giusta remunerazione della prestazione professionale.

Grande apprezzamento è stato espresso dai presidenti degli Ordini per l’invito di OCF a un confronto che si è auspicato continui nel tempo e sia costante e frequente nell’interesse dell’Avvocatura, nella convinzione che solo da un sano confronto possa nascere una azione efficace e ampiamente condivisa a tutela della professione forense.

OCIEFFE: “UN TAVOLO DI CONFRONTO COSTANTE CON LE ASSOCIAZIONI”

“OCF vuole dare vita, oggi, a un tavolo di confronto costante e costruttivo con le associazioni maggiormente rappresentative dell’Avvocatura nel rispetto delle reciproche autonomie”.

Questo il messaggio scandito a chiare lettere, ieri pomeriggio a Roma, dal Tesoriere dell’Organismo Congressuale Forense, avv. Sandro Vaccaro, nel corso di un incontro fortemente voluto da tutto il gruppo dirigente dell’Organismo con le associazioni maggiormente rappresentative dell’Avvocatura.

Presenti ieri all’incontro oltre ai dirigenti dell’Organismo – avv. Vincenzo Ciraolo e avv. Giovanni Malinconico -: il neo presidente nazionale di AIGA, avv. Alberto Vermiglio, in rappresentanza dell’Unione Nazionale Camere Civili l’avv. Francesco Storace; il presidente dell’Unione Nazionale Camere amministrativisti, avv. Patrizio Leozappa; il Segretario dell’Associazione nazionale forense (ANF) Luigi Pansini e la rappresentante dell’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia avv. Michela Labriola. Ha comunicato di essere impossibilitato a partecipare il rappresentante dell’Unione Camere Penali.

L’obiettivo, secondo il Coordinatore di OCF, avv. Antonio Rosa, è quello di “creare un momento di confronto stabile che consenta di scambiare idee per portare avanti battaglie comuni e progetti il più possibile condivisi”
Tra i punti affrontati nel corso dell’incontro un primo confronto per individuare temi concreti da proporre al Comitato Organizzatore per l’Odg del prossimo Congresso Nazionale, che si terrà a ottobre prossimo a Catania.

OCIEFFE: SODDISFAZIONE PER L’INAMMISSIBILITA’ DELLE MODIFICHE AL PROCESSO CIVILE

Siamo soddisfatti in merito alla dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti presentati davanti alla Commissione Bilancio nel corso della discussione sul DDL di conversione in legge del decreto del 16 ottobre 2017, n. 148 (recante “disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”) volti a modificare il codice di procedura civile.

Sarebbe stata l’ennesima riforma processuale che generalizzando l’utilizzo del rito sommario per la stragrande maggioranza delle cause, di fatto avrebbe privato il processo delle sue regole lasciandole all’arbitrio del giudice; avrebbe limitato le attività difensive dell’avvocato e ridotto, infine, le possibilità di contraddittorio.

Avevamo segnalato che si trattava di proposte emendative inammissibili perché del tutto estranee alla materia del decreto legge in corso di conversione e irrispettose della discussione parlamentare in corso avanti la Commissione Giustizia del Senato sul disegno legge 2284 (Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile approvato dalla Camera dei Deputati) durante la quale erano state presentate numerose proposte emendative.